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Ambiente

Inarrestabile zanzara tigre: arrivata in tutta Europa

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Lo rivela Plos One

La zanzara tigre è vettore di importanti malattie, quali la febbre emorragica e alcuni tipi di encefaliti, e anche se in Italia il rischio è molto ridotto, non si può tuttavia escludere del tutto, e si sono già verificati negli anni passati casi di epidemie che si sono potute arginare grazie  al tempestivo intervento delle strutture sanitarie debitamente informate del problema. Ridurre il più possibile la presenza della zanzara con comportamenti adeguati sia da parte del pubblico che del privato è quindi di fondamentale importanza, sia per limitare i fastidi che i rischi sanitari. Depone le uova in piccoli ristagni di acqua, quindi sono da evitarsi tutte le possibili raccolte dovute a sottovasi, contenitori lasciati all’aperto, bidoni di acqua nei campi, vasi di fiori pieni di acqua nei cimiteri. Fondamentale la prevenzione per arginarla.

E' ormai accertato che la zanzara tigre si è moltiplicata colonizzando in maniera esponenziale nuovi territori. Nel mirino della specie invasiva non c’è più solo l’Italia, che con Francia, Spagna, Albania, Serbia e Croazia rappresenta l’areale mediterraneo preferito dall’insetto orientale, ma anche la Svizzera. Lo ha accertato uno studio condotto dalla Fondazione Edmund Mach, pubblicato sulla prestigiosa rivista Plos One, che ha individuato la presenza attuale e la potenziale distribuzione futura della zanzara tigre in terra elvetica ed ha sviluppato un modello per individuare e mappare le aree più idonee per la sopravvivenza dell'insetto, anche di quelle non attualmente colonizzate.

Per quanto riguarda la situazione dell’insetto in Trentino, la Provincia autonoma di Trento ha recentemente finanziato un grande progetto (LEXEM) finalizzato alla creazione di una task force per individuare le strategie più idonee a contrastare le specie invasive, che comprendono anche la zanzara coreana e la Drosophila Suzukii.

E’ richiesta ancora molta attenzione e un’azione coordinata pubblico/privato: controllo da parte dell’ente pubblico (ricerca e eliminazione dei focolai) ma anche comportamenti virtuosi da parte dei  cittadini affinché contribuiscano al contenimento dell’infestazione, eliminando anche i focolai sulle singole proprietà.​Bisogna evitare piccoli ristagni d’acqua, svuotare i tombini anche nei terreni privati, non lasciare all’aperto lattine, sottovasi, contenitori che potrebbero riempirsi d’acqua in caso di pioggia. Eliminare o perlomeno ridurre i possibili habitat della zanzara tigre può concorrere sensibilmente alla riduzione dell’intensità della sua presenza, con notevole sollievo in tutte le attività all’aperto. Questa zanzara, a differenza della Culex pipiens, punge di giorno e può rappresentare un grosso deterrente per tutte le attività outdoor come escursioni, ritrovi, feste o altro.

Luoghi sensibili, dove è necessaria la massima attenzione, sono i cimiteri, dove bisogna evitare di lasciare vasi da fiori con acqua, come anche parchi giochi e orti comunali, centri sportivi (tennis, campi da calcio, piscine), case di riposo, nonchè in istituti scolastici vista la ripresa a breve delle attività, dove è necessario evitare di abbandonare qualsiasi potenziale contenitore.

www.giornalesentire.it - agosto 2016


 

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