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La Zurigo post-industriale č trendy

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di Giovanna Dal Magro

Vecchi, sgarruppati, cadenti, grigi. Sono i relitti di molte periferie urbane: fabbriche dismesse, luoghi che un tempo brulicavano di attività e mani operose. Riportare questi pezzi di storia a nuova vita è compito dell'Archeologia Industriale. Nuovi "abiti"  e nuove funzioni. E' stato così anche per il quartiere occidentale di Zurigo, protagonista di una mini-rivoluzione.

Una delle trasformazioni più recenti e molto interessanti è quella del quartiere West di Zurigo. Qui si respira un’aria internazionale densa di rimandi creativi, architettonici e artistici, che proviene da strutture industriali che nella conversione, avvenuta successivamente, non hanno perso la forza della loro storia.

Una delle prime fabbriche svizzere ad insediarsi in questo quartiere fu nel 1890 la Escher-Wyss, che progettava ruote idrauliche, turbine e battelli a vapore; a tale fabbrica se ne aggiunsero presto altre, come quelle del sapone e delle ruote dentate.

Negli anni Ottanta l’industria subì un tracollo e molte ditte chiusero i battenti o si trasferirono, lasciando così liberi enormi spazi che stimolarono la creatività di architetti e designers.

Ora nella Zurich-West si incontrano teatri, atelier d’arte, a volte nello stesso spazio condiviso con un ristorante; poi studi fotografici, uffici, studi televisivi, di grafica, oltre a bar, lunge, luoghi di ritrovo. Uno dei più noti è Les Halles, un tempo officina Peugeot, oggi ristorante con annesso negozio biologico, punto d’incontro molto “in”.

Questo spumeggiante Quartiere ha aiutato Zurigo a diventare una vera Metropoli di cultura e divertimento; è in continua crescita ed evoluzione ma per mezzo delle strutture conservate e modificate non si dimentica del suo operoso passato.

Il merito è certamente di quel nuovo occhio - dato al paesaggio - venuto proprio dall’Archeologia Industriale che cominciò a svilupparsi attorno agli anni Cinquanta in Inghilterra, senza alcun dubbio il primo Paese europeo ad avere avuto un ruolo di rilievo nella crescita industriale.

Il conseguente “mutamento” del panorama complessivo del territorio che si era venuto a creare col processo di industrializzazione del Paese, iniziato verso la fine del Settecento, aveva lasciato nel suo percorso anche dei relitti.

L’Archeologia Industriale guarda il passato: edifici, infrastrutture delle fabbriche, macchinari, il sistema che ha determinato un preciso e ben connotato territorio e modificato lo stesso paesaggio trasformandolo, col tempo, in paesaggio misto.

Ecco quindi la necessità di conservare per i posteri la memoria del lavoro, le antiche tradizioni e mestieri, conservando nel contempo importanti testimonianze, proprie di una recente e operosa civiltà.
Zurigo la sua partita in questo senso l'ha giocata.E oggi il turista visita anche la città che fu: operosa e calvinista.

(testo e foto di Giovanna Dal Magro - dicembre 2013)

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