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Adunata Alpini, che business!

Dopo Trento tocca a Milano

Ci prova anche la sociologia a cercare di capire da cosa sia costituito quel capitale emozionale che si manifesta ad ogni Adunata e che cosa significhi essere o sentirsi Alpini. Nella stupenda telecronaca televisiva che ha accopagnato l'ultima adunata svoltasi a Trento, è stato spiegato che "...essere Alpino è un profumo, un contagio, un sentire comune, una mentalità". La parola chiave a nostro avviso è proprio "contagio".

La prossima adunata, quella del centenario  toccherà a Milano. L’Associazione Nazionale Alpini ha stabilito che la 92ª Adunata Nazionale Alpini,  si svolgerà nel centenario della fondazione dell’ANA, che nacque proprio nel capoluogo lombardo l’8 luglio 1919. Il passaggio della stecca c'è stato al termine della Sfilata di Trento. E in questi 100 anni la dinamica è sempre stata la stessa: un vero e proprio contagio sociale che arriva a tutti e fa di questo evento un momento di identità nazionale. Impossibile non lasciarsi trascinare da una Fanfara che suona il "33", impossibile non provare un sussulto all'Inno d'Italia. Sono emozioni. Ma l'Adunata è anche un evento che movimenta un significativo indotto economico.

"Si calcolano almeno 120 milioni di euro, la metà dei quali restano al territorio" ci spiega il Generale Renato Genovese, uomo chiave dell'evento. E' lui che organizza ogni Adunata e infatti sta già lavorando a Milano2019.

Nato a Vittorio Veneto (Treviso), dove risiede, è iscritto alla sezione di Vittorio Veneto. Ha frequentato il 155° corso dell’Accademia Militare di Modena e la Scuola di Applicazione d’Arma di Torino. E' stato nella brigata Tridentina con sede a Brunico, Capitano ad Agordo e nalla gloriosa Brigata Cadore. Ma sulle spalle ha anche missioni di capo ufficio Intelligence presso il Joint Command South East di Izrnir in Turchia e successivamente presso il Comando NATO di Bruxelles.

Lo abbiamo incontrato alla Campana dei Caduti di Rovereto dove si è svolta la toccante cerimonia interreligiosa che ha dato il via all'evento. Una cerimonia piena di simboli: con il silenzio suonato dalla Tromba della Pace che dichiarò l'avvenuto armistizio nel 1918, il reduce ormai centenario che accende la fiaccola dell'Adunata, la preghiera interreligiosa. Il Gen. Genovese ci spiega non solo cosa l'evento possa portare al territorio, ma cosa lasci in termini emozionali. Quest'anno si è deciso di dare una forma scientifica a queste rilevazioni. 

"Abbiamo concordato con la Facoltà di Sociologia dell'Universtà degli Studi di Trento un programma di ricerca volto a comprenere le motivazioni e i sentimenti che a livello sociale l'evento libera"  annuncia il Generale. 

E la confusione diventa gioia con numeri da paura: si calcola che abbiano sfilato 100.000 alpini, mentre altre 500.000 persone li hanno attesi e salutati, il sistema ferroviario negli ultimi tre giorni ha garantito il trasporto di circa 250.000 passeggeri, il servizio di trasporto urbano su gomma ha portato 120.000 passeggeri da venerdì a domenica, di cui 40.000 nella sola giornata di venerdì, erano 400 gli autobus parcheggiati e tutta la città un immenso campeggio, innumerevoli i bus navetta gratuiti.

Ora i ricercatori stanno già lavorando ai questionari somministrati a Trento per raccogliere le emozioni di questa pacifica invasione. Forniranno un'altra chiave di lettura di un evento che libera gioia, amicizia, solidarietà. E' quanto resta sul piano emozionale il vero capitale che rende unica l'Adunata: se non ci fosse bisognerebbe inventarla.


Autore: Corona Perer

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