Attualità, Persone & Idee

Adunata Alpini, Milano invasa

Lo scorso anno toccò a Trento

La 92aAdunata Nazionale degli Alpini, porta a Milano almeno 400.000 persone tra Penne Nere, amici e simpatizzanti. Milano viene invasa in una data estremamente importante: il centenario della fondazione dell’ANA, che nacque proprio nel capoluogo lombardo l’8 luglio 1919. Alla presenza delle massime autorità di Ana e Truppe Alpine, del Sindaco Sala e del Governatore, al cospetto del Labaro Ana, del vessillo della sezione ospitante Ana Milano e dei gonfaloni di Milano, Sesto San Giovanni, Regione Lombardia e Città Metropolitana Milano, sulle note di Fratelli d’Italia è stato issato il Tricolore.

E’ partita così ufficialmente la 92aAdunata Nazionale degli Alpini, dedicata al Centenario di fondazione dell’Associazione Nazionale Alpini, che nasceva proprio a Milano nel 1919. Il corteo si è poi spostato in Sant’Ambrogio per la deposizione della corona al Monumento ai Caduti milanesi. Il passaggio della stecca c'era stato al termine della Sfilata di Trento. E in questi 100 anni la dinamica è sempre stata la stessa: un vero e proprio contagio sociale che arriva a tutti e fa di questo evento un momento di identità nazionale.

Il manifesto ufficiale dell’Adunata 2019 (opera di Tiziano Tavecchio), rappresenta il forte legame tra Milano e gli Alpini, tramite la comune devozione alla.... Madonnina di Milano. In questo caso la “Madunina tuta d’ora” che, adorna del Tricolore. Pronta anche la medaglia comemmorativa in vendita a 5 euro: è stata disegnata da Alessio Famlonga di Lurago d’Erba (Como), socio della Sezione Ana di Lecco.

Sono tre gli annulli speciali emessi per la 92 aAdunata Nazionale degli Alpini, uno per ogni giorno di manifestazione, con data e luogo. Impossibile non lasciarsi trascinare da una Fanfara che suona il "33", impossibile non provare un sussulto all'Inno d'Italia. Sono emozioni. Ma l'Adunata è anche un evento che movimenta un significativo indotto economico.

"Si calcolano almeno 120 milioni di euro, la metà dei quali restano al territorio" ci spiega il Generale Renato Genovese, uomo chiave dell'evento. E' lui che organizza ogni Adunata e laora a Milano2019 già da un anno.

Nato a Vittorio Veneto (Treviso), dove risiede, è iscritto alla sezione di Vittorio Veneto. Ha frequentato il 155° corso dell’Accademia Militare di Modena e la Scuola di Applicazione d’Arma di Torino. E' stato nella brigata Tridentina con sede a Brunico, Capitano ad Agordo e nalla gloriosa Brigata Cadore. Ma sulle spalle ha anche missioni di capo ufficio Intelligence presso il Joint Command South East di Izrnir in Turchia e successivamente presso il Comando NATO di Bruxelles.

Lo abbiamo incontrato alla Campana dei Caduti di Rovereto dove si è svolta la toccante cerimonia interreligiosa che ha dato il via all'evento. Una cerimonia piena di simboli: con il silenzio suonato dalla Tromba della Pace che dichiarò l'avvenuto armistizio nel 1918, il reduce ormai centenario che accende la fiaccola dell'Adunata, la preghiera interreligiosa. Ci prova anche la sociologia a cercare di capire da cosa sia costituito quel capitale emozionale che si manifesta ad ogni Adunata e che cosa significhi essere o sentirsi Alpini.

Nella telecronaca televisiva che ha accompagnato l'adunata 2018 di Trento, è stato spiegato che "...essere Alpino è un profumo, un contagio, un sentire comune, una mentalità". La parola chiave a nostro avviso è proprio "contagio". Il Gen. Genovese ci spiega non solo cosa l'evento possa portare al territorio, ma cosa lasci in termini emozionali. Quest'anno si è deciso di dare una forma scientifica a queste rilevazioni. 

"Abbiamo concordato con la Facoltà di Sociologia dell'Universtà degli Studi di Trento un programma di ricerca volto a comprenere le motivazioni e i sentimenti che a livello sociale l'evento libera"  annuncia il Generale. 

E la confusione diventa gioia con numeri da paura: si calcola che a Trento abbiano sfilato 100.000 alpini, mentre altre 500.000 persone li hanno attesi e salutati, il sistema ferroviario ha garantito il trasporto di circa 250.000 passeggeri, quello urbano su gomma ha portato 120.000 passeggeri da venerdì a domenica, di cui 40.000 nella sola giornata di venerdì, erano 400 gli autobus parcheggiati e tutta la città un immenso campeggio, innumerevoli i bus navetta gratuiti.

I ricercatori impegnati nei questionari somministrati a Trento forniranno un'altra chiave di lettura di un evento che libera gioia, amicizia, solidarietà. E' quanto resta sul piano emozionale ed è il vero capitale che rende unica l'Adunata.

Se non ci fosse bisognerebbe inventarla.


Autore: Corona Perer

www.giornalesentire.it - riproduzione riservata*

Gallery

Commenti (0)