Scienza, Ambiente & Salute

Terapia antiallergica con le mele

Le ricerche del Centro di sperimentazione Laimburg

La saggezza popolare ha sentenziato da tempo: una mela al giorno leva il medico di torno. Cosa c'è di vero sulle proprietà della mela e sul suo ruolo a difesa della salute? Ebbene, oggi è possibile una terapia immunologica con le mele, varietà ipoallergeniche di mele e una banca dati clinica. Sono gli obiettivi a cui mira AppleCare, progetto di ricerca.

Nel periodo di fioritura della betulla per molti allergici scatta l’allarme occhi, naso e gola: le congiuntive si irritano e le mucose si gonfiano. Oltre il 70% di chi è allergico al polline della betulla mostra reazioni allergiche quando consuma determinati tipi di frutta, soprattutto mele: prurito nella cavità orale, nella gola, sulle labbra, sulla lingua e perfino nelle orecchie.

Il sistema immunitario "confonde" la mela con il polline della betulla, reaziona in modo esagerato e innesca così i classici sintomi dell'allergia alla betulla.

Il progetto di ricerca AppleCare utilizza la reazione incrociata per sviluppare un'immunoterapia alternativa contro l'allergia ai pollini della betulla: sotto la direzione del biologo molecolare Thomas Letschka i partner del Centro di Sperimentazione Laimburg, l’ospedale di Bolzano, l’Università di Innsbruck e l’Università di Medicina di Innsbruck, vogliono scoprire se è possibile trattare l'allergia ai pollini di betulla attraverso il consumo di mele.

L'approccio interdisciplinare del progetto (triennale e finanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale nell'ambito del programma di cooperazione Interreg  Italia-Austria) unisce i dipartimenti dell’agricoltura e della salute, il Centro di Sperimentazione Laimburg e l'Azienda Sanitaria dell’Alto Adige, nonché l'Alto Adige e il Tirolo.

Attraverso la stretta collaborazione tra medici, chimici e biologi molecolari coinvolti nel progetto si mira a sviluppare, con un approccio interdisciplinare, un'immunoterapia innovativa contro l'allergia al polline della betulla. Nel processo, i ricercatori stanno sfruttando un fattore interessante: nella mela ci sono molecole che sono legate a quelle proteine della betulla che causano i sintomi allergici, spiega Klaus Eisendle, primario del Reparto Dermatologia dell'Ospedale di Bolzano.

Le somiglianze delle due proteine possono causare reazioni incrociate nei soggetti allergici al polline della betulla quando questi consumano mele. Questa reazione incrociata rappresenta, dall’altra parte, anche la possibilità di utilizzare la mela come rimedio terapeutico per l’iposensibilizzazione al polline della betulla, afferma l’esperto.

Il progetto si occupa ora di identificare le varietà e la quantità di mele che, consumate in modo controllato, possono essere adatte per il trattamento dell'allergia ai pollini. In questo modo, la mela potrebbe diventare un "farmaco" che è più sopportabile per il paziente rispetto alla lunga immunoterapia convenzionale e reperibile facilmente in qualsiasi supermercato senza bisogno di una ricetta.

I ricercatori vogliono inoltre identificare le varietà di mele che hanno un basso potenziale allergico e sono quindi innocue per chi soffre di allergie. Se tutto va secondo i piani, alle fine del progetto, forse già tra due anni, potrà essere possibile raccomandare le varietà di mele "allergia-friendly". Per abituare il sistema immunitario più velocemente possibile alla mela si dovrebbe far mangiare ai bambini mela grattugiata già a partire dal terzo mese di vita. A quel punto l’allergia non si svilupperebbe affatto.


Autore: Angela Pagani

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