Arte, Cultura & Spettacoli

Renzo Scopa, lo sperimentatore

L'omaggio di Gualdo Tadino ad un artista che andrebbe riscoperto

Sono stati così tanti i visitatori della mostra antologica dedicata all’artista urbinate Renzo Scopa, che alla fine è stata pure prorogata. A cavallo tra  ottobre 2018-gennaio 2019 l'esposizione al Museo Civico Rocca Flea promossa dal Polo Museale e dal Comune di Gualdo Tadino, con la collaborazione dell’Archivio Renzo Scopa ha reso omaggio ad un'artista che mosse in vari campi sempre affascinato da domande topiche sull'Uomo. Il che inevitabilmente rimanda all'altra domanda topica: l'esistenza di Dio, una dimensione che vide Scopa affascinato dal mistero e originalissimo interprete del Volto di Cristo della sua morte e resurrezione. Il richiamo al Sacro si riscontra in molte opere.

Renzo Scopa, compì le sue ricerche standonsene volontariamente in ombra. Quest'artista deliberatamente evitò i salotti dell'arte, le dinamiche del mercato, e così facendo tenne la sua Arte al riparo da calcoli e convenienze, la mantenne pura e costantemente animata dalla sua passione.

Ora che la mostra di Gualdo Tadino è terminata ci si deve quindi interrogare: perchè questa storia d'arte merita di più e un'attenta rilettura critica. Si deve certamente al figlio Saulo Scopa, che a Città di Castello cura l'Archivio delle opere, la memoria di un artista che si cimentò in molte tecniche ma nel dripping è assolutamente geniale: superando Pollock lui spinge questa pratica artistica in sè casuale verso il "senso" del fare arte. Ed ecco che il suo dripping diventa figurativo. Siamo quindi andati oltre Pollock!

Nato ad Urbino nel 1933, Renzo Scopa fin da giovane sperimenta il richiamo verso l'arte in una città che è essa stessa scrigno di storia e bellezza. Frequenta l’Istituto di Belle Arti, sotto la guida di Leonardo Castellani e Francesco Carnevali, si diploma Maestro d’Arte Ornatore del Libro e consegue il Diploma di Abilitazione all’Insegnamento della Calcografia.

“Dal 1960 in poi”, spiega Catia Monacelli Direttore Polo Museale Città di Gualdo Tadino “pur distinguendosi per lo sviluppo di cicli tematici diversi tra loro, conquista una sua chiara identità, che lo rende ben riconoscibile nel panorama dell’arte. Un fervore religioso, unitamente ad un’anima panteista, in cui tutta la natura fa eco a Dio, è Dio, permea la sua opera, tra la nostalgia di un passato rurale e arcaico e lo slancio verso un mondo più intimo e psichico, in cui la realtà si mescola alla fantasia".

La mostra antologica  "Mondo Dipinto" allestita a Gualdo Tadino lo ha celebrato a 20 anni dalla scomparsa,  permettendo a quanti ancora non avevano conosciuto il suo "silenzioso lavoro di avvicinarsi ad una singolare storia di artista, fecondo e capace. Il suo tratto è forte come incisore. La sua pennellata decisa come pittore. Ama far gocciolare il colore e ciò rende la sua pittura un corpo vivo. La curatrice Catia Monacelli parla di un'arte che prende forme in geometrie che "...gridano, parlano, raccontano di un disagio, di un turbamento”.

«Sentii una misteriosa felicità, come se quell’ambiente di ombre e di luci dovuto all’alternarsi delle superfici con i vuoti degli archi disegnasse un’armonia segreta fra tanto squallore, un sostegno morale, misterioso come la fede» scrive l'artista. E' il segno che cerca: la fede conforta la sua arte che diventa strumento narrativo della sua fede.

La riflessione citata compare in un libro postumo "Il segno della parola" dove emerge la scelta di essere artista credente che racconta l'Assoluto, consapevole di osare in campi mai del tutto accessibili al sentire umano. La sua fede non è quindi devozione spicciola, ma afflato costante e continuo verso l'infinito. E la sua arte conforto.

 

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"Mondo Dipinto" - Mostra antologica di Renzo Scopa
Gualdo Tadino, 6 ottobre – 6 gennaio 2019
Museo Civico Rocca Flea, via della Rocca, Gualdo Tadino
Con il patrocinio del Comune di Gualdo Tadino

info qui

 


Autore: Corona Perer

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