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Nasrin Sotoudeh: condannata a 33 anni e 148 frustate

Iran nemico dei diritti e della coraggiosa difensora dei diritti umani

Oltre 100.000 persone hanno sottoscritto l'appello lanciato da Amnesty International martedì 11 marzo per la scarcerazione della prigioniera di coscienza iraniana Nasrin Sotoudeh.

Sotoudeh, una delle più note avvocate per i diritti umani dell'Iran, premiata a livello internazionale, è stata condannata il 10 marzo a 33 anni di carcere e 148 frustate, che si aggiungono ai cinque anni di prigionia che le erano stati inflitti nel 2016. L'unico "reato" di Sotoudeh è quello di aver dedicato la sua vita alla difesa dei diritti umani e, recentemente, alla difesa legale delle donne arrestate per aver sfidato le leggi sull'obbligo del velo. Nasrin Sotoudeh nel 2012 ha ricevuto il premio Sakharov per il suo impegno in favore dei diritti umani.

Poi l'arresto e ora la condanna: una “vergognosa ingiustizia” (come ha detto Amnesty International). La sentenza si aggiunge alla condanna a cinque anni emessa nel settembre 2016 al termine di un altro processo irregolare, per un totale di 38 anni di prigionia. Nasrin Sotoudeh era stata arrestata nella sua abitazione il 13 giugno 2018. Tra i reati, figurano “incitamento alla corruzione e alla prostituzione”, “commissione di un atto peccaminoso essendo apparsa in pubblico senza il velo” e “interruzione dell’ordine pubblico”. In realtà la sua colpa è un'altra. Ha dedicato tutta la vita a difendere i diritti delle donne e a chiedere l’abolizione della pena di morte.

“È sconvolgente che Nasrin Sotoudeh vada incontro a quasi quattro decenni di carcere e a 148 frustate a causa del suo lavoro pacifico in favore dei diritti umani, compresa la difesa legale di donne sotto processo per aver sfidato le degradanti leggi sull’obbligo del velo”, ha dichiarato Philip Luther, direttore delle ricerche sul Medio Oriente e sull’Africa del Nord di Amnesty International. “Nasrin Sotoudeh dev’essere rilasciata immediatamente e senza alcuna condizione e questa oscena sentenza dev’essere subito annullata. Il verdetto di colpevolezza e la condanna di oggi confermano la reputazione dell’Iran come crudele oppressore dei diritti delle donne”, ha sottolineato Luther.

I giudici hanno applicato l’articolo 134 del codice penale che autorizza a emettere una sentenza più alta di quella massima prevista se l’imputato ha più di tre imputazioni a carico. Nel caso di Nasrin Sotoudeh, il giudice Mohammad Moghiseh ha applicato il massimo della pena per ognuno dei sette capi d’accusa, 29 anni in tutto, aggiungendovi altri quattro anni e portando così la condanna a 33 anni.

Si è trattato della più dura condanna inflitta negli ultimi anni contro i difensori dei diritti umani in Iran, a riprova che le autorità, incoraggiate dalla completa impunità di cui godono i responsabili delle violazioni dei diritti umani, stanno inasprendo la repressione. "Imprigionare per le sue attività pacifiche una persona che difende i diritti umani è già orribile, ma il fatto che il giudice abbia esercitato il suo potere discrezionale per assicurare che Nasrin Sotoudeh resti in carcere per più tempo di quanto preveda la legge iraniana, è particolarmente oltraggioso”.

Le 100.000 firme raccolte in Italia in pochi giorni sono un primo risultato dello scandalo suscitato in tutto il mondo dalla vergognosa sentenza. "Tra i molti recenti segni di risveglio della società civile italiana c'è questa intensa mobilitazione per una donna che non avrebbe dovuto passare neanche un giorno in carcere e che invece rischia, se le condanne saranno confermate in appello, di uscirne a 93 anni. Continuiamo a tenere alta la pressione sulle autorità iraniane per chiedere l'annullamento delle condanne e la scarcerazione di Nasrin Sotoudeh", ha dichiarato Gianni Rufini, direttore di Amnesty International Italia.

L'appello per Nasrin Sotoudeh può essere firmato a questo indirizzo: https://www.amnesty.it/appelli/liberta-per-nasrin/

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