Arte, Cultura & Spettacoli

Venezia, una città per atelier

Gli studi della Bevilacqua La Masa, 1901 - 1965

Sono trascorsi 120 anni dal lascito testamentario della duchessa Felicita: dare in uso alcuni studi ai giovani artisti 'indigenti e meritevoli' che non avevano mezzi per sostenere le spese di un affitto in proprio alcuni spazi della Fondazione Bevilacqua La Masa come atelier. Dal 1901 ad oggi gli studi d'artista sono stati sempre occupati, molti di coloro che li hanno abitati sono diveuti celebri, altri sono rimasti nell'anonimato.

Una mostra curata da Stefano Cecchetto viene ora dedicata alle opere di quegli artisti che hanno occupato gli atelier dal 1901 al 1965, pittori e scultori che poi sarebbero diventati protagonisti del Novecento veneziano e Veneto.

L'Opera Bevilacqua La Masa primo esempio di residenza, ha svolto un ruolo determinante per lo sviluppo e la promozione dell'arte veneta e anche per far conoscere ai giovani artisti che oggi abitano quegli studi il lavoro dei loro predecessori.

Il percorso della mostra presenta alcune opere significative che provengono per la maggior parte dalla Galleria Internazionale d'Arte Moderna di Ca' Pesaro, dalla Fondazione di Venezia e da importanti collezione private Molti gli artisti esposti e tra questi Gino Rossi, Umberto Moggioli, Filippo De Pisis, Neno Mori, Emilio Vedova, Tancredi Parmeggiani, Riccardo Schweizer.

Di quest'ultimo in particolare sono esposti nella sala superiore due grandi opere che campeggiano un'intera parete e sono relativi al periodo in cui Schweizer occupava gli studi della Bevilacqua a palazzo Carminati. Schweizer  ci dormiva anche (nonostante fosse vietato) e ne fece il suo atelier dal 1953 al 1958.

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