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I Miss you, Italy

Autunno inglese - di Margherita Vitagliano

Ritornata alla base spaziale inglese, la mia missione sembra una "odissea della vita 2018". Sono qui da circa una settimana e riabituarmi al silenzio assoluto non è affatto facile. Come rimpiango le giornate italiane, andare a letto tardi essere svegliata dal canto del gallo alle cinque del mattino, riaddormentarsi per pochi minuti e essere svegliata dal cane del vicino che abbaia senza fermarsi nemmeno per un attimo. Riuscire a chiudere gli occhi finalmente e svegliarsi dal rumore di un portone chiuso con delicatezza tutta italiana, capace di far tremare porte e finestre!

Pregavo San Gennario per un p' di silenzio ma sembrava di voler pretendere di zittire un paese che si stava svegliando con tutti i suoi colori, festoso e felice, pronto a chiacchiere e notti insonni. Così in questa lande mi accorgo che mi manca il gallo, il cane e anche il portone, mi mancano i buon giorno, quelli veri.

In questo palazzo abitato da 14 indigeni che pur parlando la stessa lingua non riescono a comunicare, non c'è da star allegri. Qui nemmeno i cani abbaiano, non si sente niente, niente in assoluto.

Prego San Gennaro di dimenticare le preghiere che gli ho fatto ad agosto, di tradurle in inglese e portare un po’ di rumore, casino, chiasso, pandemonio insomma, tutt'al più un cane che non smette di abbaiare. Ma a tristezza si aggiunge tristezza: ti accorgi che qui è già Natale! Ci risiamo: il Natale di ottobre.

Chiuderei gli occhi per svegliarmi a primavera.


Autore: Margherita Vitagliano

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