Arte, Cultura & Spettacoli

Roma: il genio di Bernini alla Galleria Borghese

La mostra per i 20 anni della Galleria - di Mariella Morosi

Il genio di Gianlorenzo Bernini,  visibile in tutte le sue espressioni, è il tema della mostra che la Galleria Borghese dedica al grande protagonista dell'arte italiana dl Seicento (1 novembre-4 febbraio 2018) in occasione dei 20 della sua apertura al pubblico dopo un complesso restauro. Per la prima volta, grazie ai prestiti di musei e di collezionisti di tutto il mondo, alla mostra "Bernini" è possibile ammirare tutta la produzione di questo grande interprete della stagione del  barocco romano, sculture in marmo, ma anche pitture ad olio, busti in marmo e in bronzo, terracotte e bozzetti di opere monumentali.

E’ un’occasione unica anche per approfondire il discorso critico sull’artista già avviato con la prima mostra “Bernini Scultore, la nascita del Barocco in casa Borghese” che,  20 anni fa, trasformò la Villa dei principi in un luogo d'arte aperto al pubblico.

La mostra, curata da Andrea Bacchi ed Anna Coliva e supportata da Fendi come partner istituzionale, è articolata in otto sezioni e pone in rilievo tutto l’arco artistico di una vasta produzione con 76 opere, alcune giunte dai musei di Stati Uniti, Francia, Canada e Germania. E' stato così possibile integrare  le scultore già patrimonio della Galleria Borghese con le espressioni dei vari momenti della vita di questa complessa figura di artista: l’apprendistato con il padre Pietro, anch'esso scultore di talento, le prime opere giovanili come i putti e l'attività di restauro e di integrazione di pezzi mancanti di statue antiche greche e romane.

Il percorso prosegue poi fino alla piena maturità con le committenze di ben nove papi che lo portarono a creare capolavori dal marmo e opere colossali come la Fontana dei Quattro Fiumi a Piazza Navona, di cui alla mostra sono esposti i bozzetti in bronzo dorato. Un altro approfondimento è dedicato ai busti dei protagonisti del suo tempo, in marmo, genere maggiormente preferito dal Bernini scultore, ma anche in bronzo. 

Accanto al busto del cardinale Scipione Borghese, suo principale committente insieme a  Papa Urbano VIII Barberini, è esposto quello, prestato dal Louvre, del cardinale Richelieu,  che peraltro il Bernini realizzò su disegno, non avendolo mai incontrato personalmente. Ma è la sezione dedicata alla pittura che per la prima volta consente di conoscere la personalità dell’artista a tutto tondo, come i ritratti ad olio di Giovanni Battista Gaulli, di Clemente IX, l’Autoritratto giovanile, Sant’Andrea e Tommaso Apostoli oppure il Ritratto di fanciullo.

“Finalmente - ha detto la curatrice Anna Coliva- è riunita in questa mostra tutta la produzione artistica quasi completa di questo artista che fu scultore, pittore e regista delle architetture e sculture monumentali di Roma. Ma fu persino uomo di teatro perché scrisse anche testi e commedie rappresentate in questa Villa con scenografici finti incendi e inondazioni. Per questo il percorso della mostra non è cronologico ma scenico”.

La collocazione delle opere è infatti motivo di riflessione per il visitatore. La drammatica e dinamica scultura del “Ratto di Proserpina”, espressione di patos estremo, è accostata alla statua dell’”Atleta seduto” dell’Ares Ludovisi (II sec. d.C) da lui restaurata mentre la sensuale “Verità svelata” è stata messa accanto alla “Santa Bibiana”, proveniente dall’altare dell’omonina Chiesa dell'Esquilino e  restaurata per l’occasione. Sono state avvicinate anche  opere con gli stessi soggetti ma eseguiti in diversi periodi.

E’ il caso dei due crocifissi, quello in bronzo del 1659 erroneamente attribuito in precedenza dagli studiosi al Giambologna e quello dorato eseguito 5 anni prima, ottenuto in prestito da Madrid. Con Anna Coliva ed Andrea Bacchi alla realizzazione della mostra hanno collaborato molti studiosi dell’opera berniniana, tra cui Maria Giulia Barberini,Anne-Lise Desmas, Luigi Ficacci e Stefano Pierguidi.

 

info: galleriaborghese.beniculturali.it

Orari: Da martedì a domenica dalle 9 alle 19.
Chiuso il lunedì, il 25 dicembre e l’1 gennaio.
prenotazione obbligatoria.


Autore: Mariella Morosi

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