Attualità, Persone & Idee

Brexit, dimissioni con lacrime

di Margherita Vitagliano

Piange e dice "Ho fatto quel che ho potuto per il mio paese". Io ci credo. Sono stati mesi duri per lei. Qualche mese fa il leader dei laburisti Jeremy Corbyn aveva definito Theresa May "stupida donna". Lei in stile "english" ha trattato, lanciato accorati appelli, si è sottoposta al verdetto, infine ha perso. L'accordo di Bruxelles, il migliore possibile a suo dire è stato bocciato.

Mi dispiace immensamente per Theresa May e per questo dramma iniziato con l’uscita della Gran Bretagna dall’ unione europea che sembra non aver fine. Addirittura è nato uno sceneggiato televisivo intitolato Brexit: the uncivil war, fiumi di libri, ma la cosa che mi ha scioccato è una nuova malattia che sta colpendo i britannici e non sto scherzando si chiama Brexit anxiety, credo di averne i sintomi anche io. Colpisce tutti Europei e non.

Noi  da mesi cerchiamo di capire che ne sarà di noi. Quando abbiamo lasciato l’Italia, pareva la terra promessa che poi è cambiata lentamente negli atteggiamenti, nelle discussioni tra le persone. Ho visto  strappare la bandiera europea dalle mani di una donna che stava pacificamente manifestando contro la Brexit. E ho visto in temi recenti le manifestazioni pro-Brexit.

Mi accorgo che c'è una rete sotterranea di violenza e odio, verso cosa non capisco. I tanto decantati British-values sembrano  crollati. Ma una cosa a favore di Theresa May, voglio dirla: è stata la "stupida donna" a cercare di riparare e a portare avanti il disastro di Brexit, creato da un uomo che con la coda tra le gambe è scappato lasciando il caos. Ho potuto apprezzare una donna con attributi maschili, capace di metterci la faccia.


Autore: Margherita Vitagliano

www.giornalesentire.it - riproduzione riservata*

Gallery

Commenti (0)

Articoli correlati