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Theresa May and Brexit, the uncivil war

di Margherita Vitagliano

Il leader dei laburisti Jeremy Corbyn ha chiamato la primo ministro May "stupida donna". Lei ha proseguito in stile "english", ha trattato, lanciato accorati appelli, si è sottoposta al verdetto, infine ha perso. L'accordo di Bruxelles, il migliore possibile a suo dire è stato bocciato.

Mi dispiace immensamente per Theresa May e per questo dramma iniziato con l’uscita della Gran Bretagna dall’ unione europea che sembra non aver fine. Addirittura è nato uno sceneggiato televisivo intitolato Brexit: the uncivil war, fiumi di libri, ma la cosa che mi ha scioccato è una nuova malattia che sta colpendo i britannici e non sto scherzando si chiama Brexit anxiety, credo di averne i sintomi anche io. Colpisce tutti Europei e non.

Non lo so cosa succederà ora. Quello che so è che abbiamo lasciato l’Italia, e abbiamo raggiunto la terra promessa. Ma questa terra promessa sta cambiando lentamente.  Lo vedo negli atteggiamenti, nelle discussioni tra le persone e oggi l’ho visto negli occhi di una persona che con violenza ha strappato la bandiera europea dalle mani di una donna che stava pacificamente manifestando contro la Brexit.

Mi accorgo che ce una rete sotterranea di violenza e odio, verso cosa non capisco. Non capisco dove sono finiti i tanto decantati quattro British value tra cui la libertà individuale. Con la Brexit sono crollati o hanno mostrato il loro vero significato?

Ma una cosa a favore di Thereesa May, voglio dirla: è stata la "stupida donna" a cercare di riparare e a portare avanti il disastro di Brexit, creato da un uomo che con la coda tra le gambe è scappato lasciando il caos. Ho potuto apprezzare una donna con attributi maschili, capace di metterci la faccia.


Autore: Margherita Vitagliano

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