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Via Francigena, tappa immancabile Acquapendente

Viaggio nella Gerusalemme d'Europa

Acquapendente sorge nell’Alta Tuscia,  lungo il tracciato della via Francigena e fin dall’antichità è stata percorsa dai pellegrini che volevano raggiungere Roma e la tomba di Pietro. Era una tappa obbligata per umili viandanti e mercanti, per papi e teste coronate che vi sostavano prima del grande incontro con i simboli massimi della cristianità.

Anche Wolfang Amadeus Mozart - in viaggio verso Roma per assistere ai riti della Settimana Santa - passò da queste parti: sembra che nella notte tra l'8 e il 9 Aprile del 1770 abbia alloggiato presso la locanda dell'Antica Posta.

Terra di confine e di passaggio, Acquapendente, oltre ad una tappa dei cammini dei pellegrini, era fin dal Medioevo essa stessa una meta per la presenza della copia più antica del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Molte le bellezze ambientali e storiche: da ammirare, nel  Parco Regionale del Monte,  c’è il Castello Boncompagni Ludovisi, proprietà del principe Alessandro Jacopo Boncompagni Ludovisi, affermato produttore di vino nella  sua Tenuta di Fiorano alle porte di Roma, sull’Appia Antica.

Tra le finalità del Festival la valorizzazione delle eccellenze storiche artistiche e religiose ed anche il restauro della chiesa di Santa Vittoria, attualmente inagibile dopo il sisma del 2016, normalmente sede della veneratissima statua lignea della Madonna del Fiore che per il momento è stata collocata nella chiesa di Sant’Agostino dove si ricorda il miracolo della fioritura di un ciliegio selvatico, un segno divino che contribuì a sedare una grave rivolta.

Il territorio dell’Alta Tuscia è anche un polo gastronomico ben noto ai gourmet sia per le tradizioni della cucina legate ai prodotti locali, orticoli, dei boschi e degli allevamenti, sia perché nella frazione di Trevinano è il ristorante stellato "La Parolina" di Iside De Cesare e Romano Gordini. Acquapendente ha quindi tutta l’attrattività per soddisfare la domanda emergente di un turismo culturale, attento e rispettoso e numerose solo le strutture di accoglienza di ogni livello.

“Abbiamo ben chiaro il percorso da seguire –afferma il sindaco Angelo Ghinassi - non puntiamo al turismo di massa ma ad un’offerta di grande qualità. Solo nel 2017 abbiamo avito 10.000 presenze nelle nostre strutture ma vogliamo che il numero dei visitatori aumenti”.

Fin dagli anni ’90 l’amministrazione comunale è molto attiva nella promozione di attività turistica, dopo che nel 1964 la costruzione dell’Autostrada del Sole spostò l'asse di comunicazione che passava per la via Cassia. Conseguenza inevitabile del minore afflusso di presenze fu il declino delle attività con gravi conseguenze sull'economia e il calo demografico per la migrazione dei giovani verso altre opportunità di lavoro. “Acquapendente – ha detto il suo parroco don Enrico Castauro, deve tornare ad essere una meta per tutto quello che può offrire, non solo una tappa del cammino lungo la via Francigena”.


Autore: Mariella Morosi

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