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Alta Valle del Tevere: Citerna

Uno tra i più bei Borghi d'Italia

E' uno di quei borghi incantati che fa del vivere italiano una delle meraviglie agli occhi degli stranieri. Citerna, in provincia di Perugia, è un paesello arroccato, di antiche origini etrusche.
Il suo territorio fu densamente popolato anche in età romana come attestato dai ritrovamenti di monete nel territorio, poi nel periodo medievale fu aspramente contesa tra la Ghibellina Arezzo e la Guelfa Città di Castello che si stende sulla piana.

Da feudo, nel 1463 passò allo Stato Pontificio che con il 1500 l'ha concessa in Vicariato alla famiglia Vitelli di Città di Castello. Tra alterne vicende i Vitelli l'hanno impreziosita con  monumenti e opere d'arte.

Da queste partì passò anche Garibaldi, mentre si ritirava verso Ravenna (Citerna è nell'alta Umbria e si incunea nelle Marche restando a poca distanza dall'Emilia Romagna) così nel 1860 fu la prima fra tutte le città umbre ad entrare nel Regno d'Italia.

Distesa su una verdeggiante collina della Alta Valle del Tevere, si staglia nel cielo con le sue mura medievali. Entrata tra i Borghi più belli del Centro Italia per la sua rarissima struttura architettonica, è  organizzata su due livelli urbanistici sovrapposti: il borgo medievale con strade vicoli monumenti e punti panoramici da cui si abbraccia con lo sguardo l'intera Valle del Tevere e gli ammassi del sottosuolo, dei camminamenti usati come magazzini dove sono state trovate anche antiche cisterne per la raccolta di acque piovane. E il suo nome pare derivare proprio qui: Citerna ovvero “cisterna”.

Attorno al Borgo un panorama mozzafiato che abbraccia La Verna a nord e i primi Monti Sibillini a sud. Lo si ammira dal bellissimo slargo di Piazza Scipione Scipioni, la più famosa terrazza sull’Alta valle del Tevere sulla quale affacciano anche la Torre civica e la Chiesa del Santissimo Sacramento, realizzata sul suolo dell’antica Pieve di San Michele Arcangelo, distrutta da un terremoto e ricostruita, fonte battesimale fin dal XII secolo.

Vi si arriva da una leggera salita che rende ieratico il luogo di culto costruito intorno al 1680, che conserva al suo interno una bellissima Madonna con Bambino della scuola di Giovanni della Robbia, una pregevole Crocifissione su tavola (1570) con relativo altare ligneo del Pomarancio e una campana datata 1269.

Di particolare interesse la Chiesa di San Francesco ubicata lungo Corso Garibaldi, edificata, insieme all’annesso convento francescano di Santa Elisabetta (ora sede del Comune di Citerna). Al suo interno è conservata la Madonna di Citerna attribuita a Donatello, una terracotta policroma che dopo un lungo restauro durato quasi 7 anni a cura dell' Opificio delle Pietre dure di Firenze dal mese di dicembre 2012 è tornata nella Sacrestia della Chiesa di San Francesco. Datata intorno al 1400/1420 è l’unica opera di Donatello presente in Umbria ed è un esempio di altissimo livello della sapiente maestria scultorea dell’artista, considerato insieme a Brunelleschi e Masaccio, il padre del Rinascimento italiano. Ci spiegano che fu rinvenimento del tutto casuale ma subito si ebbe consapevolezza che si trattava di un capolavoro per la pregiata ricercatezza della decorazione che rivela il piacere per il gusto del gotico internazionale presente nei primi anni del Quattrocento a Firenze.

Passeggiando tra le viuzze linde e ben tenute si arriva al piccolo teatro Bontempelli di Citerna risalente ai primi del settecento. Una delle piccole e graziose rarità della cittadina è la sala degli Ammassi nei sotterranei del Palazzo Comunale. Risalenti all'epoca medievale, ospitano la donazione di opere pittoriche di Renzo Scopa visitabili nella mostra permanente. Si tratta di tele legate ad un particolare periodo di vita dell'artista, di stile molto intimista ed essenziale.

Per visitare la collezione meglio consultare orari e apertura dal sito www.prociterna.it


Autore: Corona Perer

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