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Made in Brexit: italiani, croce e delizia

di Margherita Vitagliano

Cara Inghilterra te lo voglio mostrare: questo è il bus nr. 11 di Altrincham. Proprio quello che dovevo prendere un certo giorno che ora è impresso nella mia memoria.

Te lo mostro perchè mi hai fatto piangere, non immagini quanto. Sono partita piena di speranze, abbattute tutte in un  colpo appena ho aperto bocca ed hai capito che non ero inglese.

Sì, mi rivolgo a te caro autista di un bus, che con un falso sorriso stampato sul tuo viso mi continuavi a dire: "sorry can you repeat, please?" Per ben cinque volte, facendo finta di non capire l'indirizzo, mi costringevi a ripetere ciò che avevi capito benissimo, ma tu volevi farmi sentire diversa, inferiore e ci sei riuscito: la pronuncia non era quella giusta. E alla fine del siparietto mi hai detto che quello era il bus sbagliato. Io sapevo benissimo che non lo era,  senza forze e umiliata ho ringraziato e sono scesa, prima che tu vedessi il mio viso coprirsi di lacrime per la rabbia di non essere stata capace di tenerti testa. Per ora Inghilterra 1 Italia 0.

Quel tipo di sorriso l'ho incontrato molte volte nel corso di questi anni. Ma poi accade che qualcuno ti accoglie in casa sua, con un sorriso che tu capisci subito essere quello caldo, vero,  e sceglie musica italiana come sottofondo per darmi il benvenuto. E accade che incontri una persona anziana che ti racconta la sua vita, ti parla con orgoglio e sofferenza di quando era nell' esercito Inglese durante la seconda guerra mondiale, ti abbraccia come si abbraccia una nipote e ti dice: cosa farei senza di te.

I sorrisi quelli veri, sinceri si riconoscono con o senza BREXIT.
Un pareggio a questo punto ci starebbe, purtroppo molti non capiscono che non stiamo giocando nessuna partita.

 

 


Autore: Margherita Vitagliano

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