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Papa Francesco, il pacifista per definizione

La tristezza del Pontefice

«Siamo già entrati nella Terza guerra mondiale, solo che si combatte a pezzetti», afferma papa Francesco. "Noi non vogliamo vincere l’odio con più odio, vincere la violenza con più violenza, vincere il terrore con più terrore. E la nostra risposta a questo mondo in guerra ha un nome: si chiama fraternità, si chiama fratellanza, si chiama comunione, si chiama famiglia"

Il Papa ha lanciato un "appello accorato perché cessi subito la violenza" in Siria, dove "la guerra si è intensificata, specialmente nel Ghouta orientale", "sia dato accesso agli aiuti umanitari - cibo e medicine - e siano evacuati i feriti e i malati". "Questo mese di febbraio - ha detto Francesco all'Angelus - è stato uno dei più violenti in sette anni di conflitto: centinaia, migliaia di vittime civili, bambini, donne, anziani; sono stati colpiti gli ospedali; la gente non può procurarsi da mangiare... Tutto questo è disumano".

Nel recente viaggio verso il Cile, il Papa aveva parlato anche di guerra nucleare e rispondendo a una domanda di un giornalista aveva detto : "Si, ho davvero paura. Siamo al limite. Basta un incidente per innescare la guerra. Di questo passo la situazione rischia di precipitare. Quindi bisogna distruggere le armi, adoperarci per il disarmo nucleare".

Poi aveva distribuito un'immaginetta che ritrae una foto scatta a Nagasaki nel 1945 dal fotografo americano Joseph Roger O'Donnell. Ritrae un bambino che aspetta di far cremare il fratellino minore deceduto in seguito ai bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki in Giappone. Francesco si è commosso nel vedere, per caso, questa foto, e l'ha voluto distribuire per mostrare a tutti quali siano i frutti della guerra.

"La tristezza del bambino solo si esprime nel suo gesto di mordersi le labbra che trasudano sangue".

Ecco i frutti della guerra: solo morte e dolore.

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