Arte, Cultura & Spettacoli

El Anatsui e la stoffa dei re

La tradizione dei tessuti Kente trasformata in arte da materiali poveri e riciclati

Per capire l'arte meravigliosa di questo artista bisogna fare un tuffo nel passato e nell'arte della tessitura del Kente che trova le sue radici in una lunga tradizione dei Regni dell'Africa occidentale dove fiorì tra il 300 d.C. ed il 1600 d.C. Il Kente originale è un tessuto composto da seta e cotone intrecciate prodotta dagli Ashanti in Ghana. L'antica usanza consisteva nel produrre a telaio lunghe strisce pesantissime, solo un re poteva indossarne peso e preziosità, emblema del prestigio e della dignità regale dei sovrani Ashanti. Gli artigiani antichi cucivano poi queste strisce per farne drappi, usado telai in legno ed utilizzando come manodopera mani e piedi di soli tessitori uomini custodi di un simbolismo ben preciso.

Così, secondo la tradizione Ashanti il nero rappresenta l'Africa, il giallo l'oro, il rosso il sangue degli antenati e il verde la foresta. L'oro è anche il colore reale, del benessere, della gloria e purezza spirituale; il blu significa pace, armonia e amore; il marrone è il colore della madre terra ed è associato alla guarigione; il verde alla vegetazione, alla crescita, al rinnovamento spirituale. Ogni motivo geometrico del Kente ha un significato specifico (il nome di una persona, un evento storico, un proverbio, un valore morale). E tutto si origina da una leggenda.

...un pomeriggio di circa 375 anni fa, due fratelli di un villaggio di Bonwire nel Regno dell'Ashanti in Ghana, andarono a caccia nella foresta. Imbattutisi in un ragno che tesseva la sua tela, rimasero affascinati dalla bellezza di quella rete e, fatto ritorno a casa, vollero imitarlo. Con fibre di rafia tesserono una striscia di tessuto bianco e nero e, soddisfatti del loro lavoro, corsero a mostrarlo al Re Asantehene. Egli ne rimase estremamente impressionato. Divenne così la stoffa per le vesti dei Re e fu chiamata “Kente”, cioè “canestro”, di cui rievoca l'intreccio.

El Anatsui, artista, ha deciso di fare arte di questa antica tradizione con una interpretazione personale del kente che ha conquistato i musei del mondo fino al British Museum.

Nato in Ghana ad Anyako, Anatsui ha studiato nel College of Art, Università di Scienza e Tecnologia, di Kumasi e poi è partito per la Nigeria. La sua pratica artistica inizialmente è scultorea: con l'argilla e il legno crea simboli legati alle credenze tradizionali del Ghana. Ma poi sono le installazioni la sua vera strada e il primo importante palcoscenico è la 52ª Biennale di Venezia dove stupisce tutti con i suoi arazzi fatti con materiali di recupero (lattine di alluminio, creta, tessuto, legno, multicolori tappi corona, schiacciati, appiattiti, ricuciti e altri materiali) dimostrando come si può riprendere la più genuina tradizione africana, coniugandola alla modernità dei materiali e delle tecniche.

La ricchezza dei tessuti Kente e dei preziosi abiti da cerimonia Nyekor passa quindi per un paradosso: il rifiuto e il riciclo ne sono materia prima e prassi artistica. Il successo è immediato. Oggi è riconosciuto tra i maggiori scultori africani viventi, forse il principale artista africano della sua generazione. Le sue opere sono presenti nelle maggiori gallerie pubbliche e private in Europa e negli Stati Uniti.

www.giornalesentire.it  febbraio 2017


Autore: Corona Perer

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