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Enzo Romeo: ''Papa Francesco e le donne''

Il vaticanista è intervenuto a Educa sul ruolo delle donne nella Chiesa

Quanto le donne hanno influito nella formazione di Jorge Bergoglio? Tanto. "...E a molti sfugge che le sta posizionando anche in molti posti di comando" ha detto il vaticanista Enzo Romeo intervenendo al Festival Educa di Rovereto. “E' assolutamente importante che un festival sull'educazione e pertanto rivolto alla persona si interroghi anche sulla spiritualità come dimensione costitutiva dell'uomo, da sempre chiamato a porsi domande sull'infinito” ha detto il giornalista chiamato a parlare dell'uomo che meglio di ogni altro incarna le sfide e i “passaggi” del nostro tempo: Papa Francesco. Autore del saggio “Francesco e le donne” in cui spiega come questo Papa sia cresciuto in un clima molto femminile e dominato da tre figure (la nonna, la mamma e la maestra), Romeo si è soffermato sulle recenti aperture del pontefice al diaconato femminile. Nel corso dell'incontro anche una rara e preziosa testimonianza: quella di una monaca di clausura, Madre Ignazia Angelini, Badessa del Monastero di Viboldone, grazie alla quale il dialogo si è spinto a sondare il ruolo delle donne nella Chiesa. A darle voce è stata Patrizia Scari, lettrice professionista di Radio 80 Rovereto.

"Papa Bergoglio ascolta sempre il parere di una donna prima di prendere decisioni importanti, perché la visione femminile completa lo sguardo sulla complessità di oggi" scrive Romeo nel libro edito dalle Paoline che va a coprire - nella vastità di pubblicazioni sul Papa - un vuoto. "Mancava un testo sul suo rapporto con l’universo femminile" ha spiegato Romeo che ha aperto la sua lettura a tre significativi e autorevoli interventi femminili: la vicedirettrice della Sala Stampa vaticana, Paloma García Ovejero; la corrispondente dell’Ansa da Buenos Aires, Francesca Ambrogetti, prima biografa di Bergoglio, con il quale ha avuto lunghi e illuminanti colloqui; la vaticanista di RaiNews24, Vania De Luca, presidente dell’UCSI, l’associazione dei giornalisti cattolici.
Già caporedattore agli esteri, Enzo Romeo (Siderno, 1959) ha seguito per la Rai i principali avvenimenti internazionali e i pontificati di Giovanni Paolo II, Benedetto XVI. Attualmente segue i pontificato di Francesco. Non si contano servizi, reportages, dirette e speciali, dal Giubileo alle giornale mondiali della Gioventù. Numerosi i suoi libri: Quando la Chiesa ha un volto di donna (2002), Come funziona il Vaticano (2008) e Guerre vaticane (2012). Ha raccontato in un libro anche il pellegrinaggio di Francesco in Terra Santa Inoltre, ha curato Il Piccolo Principe commentato con la Bibbia (2015) e scritto della "invisibile bellezza". Lo abbiamo intervistato.

C.P. Anzitutto cosa ti ha detto il Papa quando in aereo gli hai consegnato una copia del tuo libro?
E.R.  Più che altro ha ascoltato. Gli ho detto che le Paoline, editrici del libro, ci tenevano a donargli una copia, ancor prima che arrivasse in libreria. Ho spiegato a Francesco che il volume vuol essere un piccolo contributo per far comprendere meglio quanto sta facendo per valorizzare il ruolo della donna nella Chiesa. Mi è sembrato contento e si è concesso anche a un selfie col sottoscritto…

C.P. Tu hai il grande privilegio di avvicinarlo facilmente: come lo definiresti umanamente?
E.R. Una persona di grande umanità e umiltà. Gli invidio la pazienza. Non si sottrae mai alle mille persone che ogni giorno vogliono rivolgergli una parola, ricevere una benedizione, o magari anche fare una critica.

C.P. Papa Francesco ti ha svelato anche se – quando ascolta il parere femminile – lo trova poi più illuminante del proprio, lo ascolta, lo segue...?
E.R. Lo ha raccontato ai giornalisti nel volo di ritorno dal Messico, lo scorso 18 febbraio. «Un uomo che non sa avere un buon rapporto di amicizia con una donna è un uomo a cui manca qualcosa - ci ha detto. E poi: «Il papa è un uomo, ha bisogno anche del pensiero delle donne… Quando chiedo un consiglio, mi piace anche sentire il parere di una donna perché ti danno tanta ricchezza e guardano le cose in un altro modo».

C.P. Tra le figure da te analizzate (la mamma, la nonna, la maestra...) quale è quella che ha maggiormente ha inciso sulla visione di questo pontefice?
E.R. Sicuramente la nonna. È stata soprattutto lei – che da giovane in Piemonte fu attivista dell’Azione Cattolica – a trasmettergli la fede. Nel suo breviario, il Papa tiene ripiegato un foglietto col testamento spirituale della nonna, e lo legge spesso come una preghiera. C’è scritto, tra l’altro: «un sospiro al Tabernacolo e uno sguardo a Maria sono balsamo sulle ferite più profonde e dolorose».

C.P. Una donna diacono all’altare: è realistico attendersi che accadrà, dentro una Chiesa che per millenni l’ha esclusa?
E.R. Nessuno può dirlo, ma in ogni caso l’ipotesi non è stata esclusa. Papa Francesco ha istituito una commissione di esperti, formata per metà da donne, che ha iniziato a studiare la questione.

C.P. Ci sono già dei segni che inducono a pensare che qualcosa sia già in atto nel panorama delle responsabilità femminili  in ambito ecclesiale?
E.R. Alcune donne hanno ormai responsabilità di primo piano anche in Vaticano. Il punto è come far sì che sia valorizzato al massimo l’apporto femminile nella Chiesa, dove il collegio apostolico e quello cardinalizio sono solo maschili. Papa Francesco ha parlato di distinzione tra “ruolo petrino” ruolo mariano”, ma bisogna capire come procedere concretamente su questo doppio binario.

C.P. In un tuo precedente libro hai spiegato “come funziona il Vaticano”. La forza di questo Papa, Uomo tra gli Uomini, testimone autentico e autorevole, potrà portare davvero alla rivoluzione femminile dentro la Chiesa?  O il Vaticano opporrà come viene da pensare la sua strenua resistenza?
E.R. Di fronte a cambiamenti profondi le resistenze ci sono sempre, sarebbe strano il contrario. Di solito papa Francesco nel considerare le aperture ecclesiali (pensiamo anche all’ecumenismo) distingue il livello ufficiale – quello che concerne i teologi o i vescovi – dal livello di base, che riguarda i singoli credenti. Ed è a questo livello che si possono fare i passi più importanti, incidendo nella prassi quotidiana, finché anche il vertice dovrà tenerne conto. Paloma García Ovejero in prefazione la definisce «la rivoluzione della normalità».

C.P.  Le donne si sa, non votano le donne. Che cosa pensano le tre colleghe che hai coinvolto? Loro ci credono a un possibile ruolo femminile?
E.R. Sì, certo. Ognuna con sfumature diverse, com’è normale. Vania De Luca scrive che le donne non sono il sesso debole ma il sesso indebolito. E questo indebolimento ha nuociuto non solo alle donne ma anche agli uomini e all’intero contesto sociale ed ecclesiale. Le strade di Francesco verso le “periferie esistenziali” non possono non includere voci, presenze ed esperienze femminili. Le donne sono le più adatte a immaginare un futuro possibile, un nuovo umanesimo.
 


Autore: Corona Perer

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