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Il Sultano furioso

Parole di fuoco verso l'Olanda dal leader che spende 400 milioni al mese per la sua reggia

Lo scontro con OLanda registra parole di fuoco. Erdogan è furioso, ma la posizione dell'Olanda è legittima: non ospitare campagne elettorali terze è del tutto comprensibile. "Conosciamo gli olandesi dai tempi di Srebrenica. In quell'occasione abbiamo conosciuto la loro natura e il loro carattere, quando hanno lasciato che 8 mila musulmani bosniaci venissero massacrati senza muovere un dito" ha commentato Erdogan che in casa sua non è conosciuto come "mani di velluto".

Il premier turco è di fatto un sultano, che vive nel lusso più sfrenato ritenendosi quasi una divinità. Erdogan e signora vivono in 1200 stanze in stile neo-ottomano. La stampa internazionale, nel 2014 quando la sontuosa dimora fu inaugurata furono prodighi di cifre da capogiro:  70 ascensori , 250 milioni di euro in vetrate, 1.150 agenti per la security e spese enormi di illuminazione calcolate attorno ai 400 milioni al mese. Infatti il palazzo è illuminato a giorno anche di notte. Conto finale: mezzo miliardo di euro.

Recep Tayyip  Erdogan ha calato un bel po' di cemento nella zona verde (e protetta) della Foresta Ataturk, intitolata al fondatore della patria. Ankara ha assistito attonita alle spese per il palazzo presidenziale protetto da 3mila telecamere. Solo la sicurezza sarebbe costata attorno ai 20 milioni di euro bunker anti-atomici e protezioni anti-hacker incluse. Torna alla mente Ceausescu, se poi si considera che la sua casetta è più grande di Buckingham Palace (e persino del Cremlino!) e il doppio di Versailles si arguisce che il potere deve proprio avergli dato alla testa. Un virus peraltro contagioso che ha colpito anche la moglie.  Dagospia ne ha fatto un ritratto impietoso:

...ogni regime vuole la sua regina, e la Turchia ha Emine Erdogan...Si presenta come una Sora Cecioni che è a casa a pregare e a fare le conserve, è tutto il contrario... la vita da jet-set super kitsch musulmano della first lady è fatta di viaggi costosi, aste di antiquariao, abiti firmati, sorseggia solo tè bianco (1800 euro al chilo) e a Bruxelles ha fatto chiudere un centro commerciale per il suo shopping compulsivo....il suo trionfo è il mostruoso palazzo fatto costruire dal marito e da lei decorato con carta da parati di seta 2.300 € a rotolo, 31 milioni solo per le porte....(Dagospia)

Il marito ha ben altri e più seri problemi: il terrorismo e convivere con il suo odio viscerale per i curdi che però sono ormai la terza colonna di Germania. I Tedeschi hanno nei turchi la comunità più numerosa: 30.000 di loro sono scesi in piazza per Ocalan, nemico giurato di Erdogan che è entrato nel mirino dell'Isis a seguito della sua politica.

Si è saputo che una ricompensa di 150 mila dollari era stata promessa al killer di Capodanno a Istanbul dal vertice Isis. Secondo gli osservatori internazionali la colpa è della ondivaga politica di Erdogan. Ha costruito ponti, unito le rive del Bosforo con opere avveniristiche, ma mentre si promuoveva come fautore del progresso turco, sferrava colpi alle libertà. Sulla guerra in Siria è stato ambiguo: prima amico degli Usa - da alleato Nato - poi nelle braccia di Putin che certo non lascerà il territorio turco senza aver già pattuito con il rais turco importanti contropartite. Erdogan prima cerca di indebolire il presidente siriano Bashar Al Assad sostenendo le opposizioni in armi (il fronte tra jihadisti Isis e Al Nusra), bombarda insieme agli Usa, e poi sigla l'accordo con la Russia nonostante un cadavere ingombrante: il cacciabombardiere russo abbattuto dai turchi. Pare abbia documentato il traffico di petrolio tra Turchia e Isis. Aver invertito la rotta è segnale inquietante: su quali argomenti si basa l'intesa? Lo sanno solo loro: Mosca, Ankara e Teheran, che era al tavolo dei sottoscrittori. Il futuro della Turchia si intreccia così a quello della Siria e dell'area del medioriente.

E gli interessi Nato, di cui la Turchia fa parte? Difficile dire che atteggiamento avrà Trump. Intanto però Erdogan gioca su più tavoli: con l'Europa ha solo discusso di migranti e il 18 marzo 2016 ha firmato un accordo in base al quale in cambio di 6 miliardi di euro e di concessioni politiche la Turchia accettava di riprendersi i “migranti irregolari” giunti dalla Grecia. La giustificazione UE fu: “la Turchia è un paese sicuro in cui richiedenti asilo e rifugiati possono tornare”. Davvero sicuro? Amnesty International ha dimostrato che tra 2015 e  2016 rifugiati che si trovavano in Turchia sono stati semplicemente rispediti in Afghanistan, Iraq e Siria verso quel rischio...da cui scappavano. Tra marzo e maggio 2016, Amnesty ha intervistato 57 rifugiati in Turchia documentando la disperata lotta per la sopravvivenza e chiedendo la sospensione dell’accordo. Aver tamponato l'esodo senza aver ruolo, basta all'Europa. Aspetto che amareggia soprattutto noi italiani: che ci faccia la Mogherini nel ruolo di Alto Commissario (come lo fu la sua predecessora) nessuno riesce a dirlo. Quantomeno a chi scrive.
(Corona Perer)


Autore: Corona Perer

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