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CAMON POST - Oltre la coscienza del Male

Il Killer di Las Vegas - di Ferdinando Camon

Oltre la coscienza del Male. Lo stragista di Las Vegas spara con gioia su una folla in cui non conosce nessuno, perché odia tutti. Odia l’umanità. Odia Dio. È lui Dio. Ne ha preso il posto. Si sente padrone della vita e della morte. Questo delirio di onnipotenza lo inebria.

Nelle foto si vede gente che scappa a tutta velocità, ragazzi, ragazze, curvi, tutti terrorizzati dal Moloch a cui stanno per essere sacrificati, il Moloch li guarda dall’alto e diventa sempre più Moloch, è in delirio di onnipotenza e la visione della propria potenza lo manda sempre più in delirio.

In "Cuore di tenebra", da cui è tratto "Apocalypse now", il colonnello Kurtz si fa adorare come un dio, e non si fermerà mai dal mozzare teste. È la gioia di uccidere chi non conosci. In "Elephant" lo stragista del college, quando ha intrappolato le vittime in un angolo e deve sceglierne una, canticchia una filastrocca: “Ambarabà Cicì Cocò”, ad ogni sillaba punta il dito su un prigioniero, quello su cui si ferma con l’ultima sillaba deve morire.

Chissà se questo stragista di Las Vegas non ha spostato la mira da qualche gruppo a qualche singolo ragazzo o ragazza, che per una ragione qualsiasi attirava la sua attenzione. Una foto mostra un uomo in carrozzella con la bocca storta dallo spavento, spinto via da un parente, moderna parabola del Samaritano. Gli uomini in difficoltà, come quelli in carrozzella, eccitano la voglia sterminatrice dei killer.

Nel "Pianista" di Polanski le SS occupando il ghetto di Varsavia scaraventano giù dalle finestre un ebreo in carrozzella, quello urla e loro ridono. Nietzsche indicava al Superuomo una terra al di là del Bene e del Male, Hitler ce l’ha portato, e gli stragisti ci tornano.


Autore: Ferdinando Camon

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