Attualità, Persone & Idee

In archivio il Festival Economia 2019

''Globalizzazione, nazionalismo e rappresentanza''

La quattordicesima edizione del Festival dell’Economia di Trento (30 maggio- 2 Giugno 2019) va in archivio. A discutere di  "Globalizzazione, nazionalismo e rappresentanza” un prestigioso panel di esperti, provenienti dalle più prestigiose università del mondo, per un totale di 204 relatori e 54 moderatori che hanno animato 114 eventi del programma. 105 le dirette web, di cui 32 in lingua inglese, grazie alle quali è stato possibile seguire il Festival in tutto il mondo.

Il Ministro Giovanni Tria al Teatro Sociale di Trento era l'ospite più atteso della prima giornata. Dal suo intervento sono venute anche notizie nazionali: la flat tax, si farà ha detto. "E' nel contratto di governo". Intervistato al Teatro Sociale con  Olivier Blanchard,  già consigliere economico e direttore del Dipartimento Ricerca del FMI da Ferdinando Giugliano, ha fornito l'inquadramento della situazione economica italiana nel contesto europeo, la fiducia degli investitori, l'opportunità degli investimenti pubblici, la pressione fiscale.

"L'Italia è affidabile, è la terza economia dell'Europa" ha detto Tria. "Prevediamo che per il 2019 raggiungeremo gli obiettivi concordati con la Commissione Europea e il deficit sarà inferiore a quello delle previsioni, senza la necessità di alcuna manovra correttiva" ha precisato il ministro.

Una parola ha campeggiato in molti interventi: populismo. James Robinson, docente dell’Università di Chicago e Direttore del Pearson Institute for the Study and Resolution of Global Conflicts, lo ha definito un’ideologia ma anche una strategia politica, che contrappone il popolo alle elite. Il relatore ha passato in rassegna anche la storia di come si sono sviluppate nel nostro continente diverse esperienze di partecipazione popolare al potere.

Ma il populismo è ormai dilagante in tutta Europa. La Svezia non è da meno, e di recente un nuovo gruppo ha aumentato i propri consensi. L’economico svedese Torsten Persson ha spiegato che politici ed elettori populisti hanno fra di loro delle grandi analogie, molto di più di quanto non accada negli altri partiti. Gran parte di questi rappresentanti sono poi nuovi alla politica: solo il 2% di loro, infatti, è già stato votato in precedenza in altri schieramenti. Sono delle persone "arrabbiate", deluse dalle istituzioni, che si uniscono al partito soprattutto in seguito a delle perdite economiche sofferte. La loro presenza tra la popolazione svedese è infatti aumentata in seguito alla grande crisi economica del 2008. Dal suo studio si capisce come il calo della fiducia nelle istituzioni si registri soprattutto tra chi ha sofferto delle perdite economiche. I populisti svedesi danno insomma voce ad un gruppo di cosiddetti perdenti, che in passato si sono sentiti poco rappresentati dalle forze politiche.

Era ospite molto atteso John Bercow, il presidente della Camera dei Comuni britannica dal 2009, che ha portato il Festival Economia 2019 nel cuore delle questioni: la Brexit e le possibili exit-strategy che hanno  favorito quello che oggi chiamiamo - con una formula fin troppo sintetica - "populismo". Dal suo intervento a Trento un ricordo commosso ad una delle vittine della Brexit: Jo Cox, la parlamentare assolutamente contraria alla Brexit che fu uccisa pochi giorni prima del referendum: «Ci manca tantissimo a tutti. Era una persona con una grande passione» ha detto lo speaker della Camera.

La sua prima elezione risale al 1997 nel Partito Conservatore, poi viene costantemente rieletto. Nel 2002 è stato Ministro del Lavoro e delle Pensioni, nel 2003 Ministro per lo Sviluppo internazionale.A seguito dell’elezione a Speaker della Camera, John Bercow ha rinunciato alla sua appartenenza politica: è un presidente riformatore, che cerca di interessare e coinvolgere i cittadini in ciò che sta accadendo in Parlamento e di essere "terzo". Per motivi di modernità, si sbarazza del solito vestito del presidente della Camera, e in particolare della parrucca, indossando solo un abito da cerimonia nero e una cravatta. Cerca soprattutto di aumentare l’influenza e l’indipendenza della Camera nei confronti dell’esecutivo. Certamente un ospite di grande appeal per un Festival come quello di Trento che ha fatto dell'economia, una scienza viva e meno grigia.

Bercow ha giocato un ruolo decisivo nei rinvii alla Brexit e se gli inglesi hanno votato alle europee è lui uno dei motivi. Lo accusano di voler affossare la Brexit e di essere un "pro-remain" (nel Regno Unito è quasi un'offesa) «Non mi turbano gli attacchi anche perchè i giornali non dicono il vero. Spero che il nostro Parlamento esprima un voto perchè non accetto che si esca dall'Unione senza che sia stato il Parlamento ad averlo deciso» ha detto Berow al popolo del festival che lo ascoltava con attenzione e desiderio di capire da uno dei protagonisti del Regno Unito il caos che sembra aver bloccato il paese sull'accordo portato a termine con l'Unione dal governo May. 

L'ultima copertina dell'Economist mostra un Big Bang minato da esplosivo per un possibile crollo istituzionale. Bercow ha commentato: «Il rischio di una crisi costituzionale, c'è come c'è un forte conflitto di opinioni. Se non ci sarà un accordo con l'Unione Europea entro il 31 ottobre e se non c'è un accordo per prorogare il termine noi usciremo dall'Unione Europea. Non so come andrà a finire: uscire senza deal e senza che il parlamento abbia votato è non-immaginabile» ha detto il portavoce inglese e che in quelle stesse ore dava ordini per l'arrivo di Donald Trump a Londra.

E Bercow è stato certamente il "colpo" del Festival edizione 2019, che nche quest'anno registrato grandi numeri: quasi 5 milioni le connessioni al sito del Festival,  333 tra giornalisti, operatori e fotografi accreditati da 154 testate giornalistiche, e poi un pubblico attento che ha riempito costantemente i 23 luoghi del Festival incluse 6 piazze dove sono stati allestiti stand e tecnostrutture per le dirette in piazza. Il Festival ha assunto una dimensione sempre più rilevante anche dal punto di vista dei social network. Circa 20 le persone della segreteria organizzativa che hanno lavorato per la realizzazione del Festival, oltre a 10 interpreti, 25 tecnici dell’audio, 36 operatori delle regie, 40 persone addette al montaggio degli allestimenti nelle piazze.  134 sono, invece, le scuole superiori che hanno partecipato al concorso EconoMia in rappresentanza di tutte le Regioni, 56 gli studenti del progetto scuola-lavoro che hanno collaborato nell'organizzazione e 120 gli esercizi pubblici che hanno richiesto materiale del Festival.

Un festival da gradi numeri che da 14 anni porta Trento nel mondo e il mondo a Trento.

www.giornalesentire.it - riproduzione riservata*

Gallery

Commenti (0)