Scienza, Ambiente & Salute

La salute è diseguale

Volti e parole sulla salute dal festival Economia 2017 di Trento

Il premio Nobel Alvin Eliot Roth in un intervento su “Mercato e disuguaglianze nella salute”, è stato chiaro: “Negli Stati Uniti ci sono 100 mila persone in lista di attesa per avere un rene. In Messico e nelle Filippine, come in tanti altri Paesi in via di sviluppo, si muore perché non ci si può permettere un trapianto. Bisogna risolvere il problema incrociando domanda ed offerta ed innescare una catena virtuosa”.
Ecco cosa è la salute diseguale e bisogna dire che questo Festival non ha taciuto le contraddizioni di questo tempo.

Non meno chiaro ed esplicito Gino Strada, che in quanto a franchezza è maestro perchè uomo e medico libero.

"Va costruito un sistema dove la sanità è uguale per tutti, non quello schifo che è oggi, pieno di profitto, di ruberie e di cose inutili. La sanità è un bene fondamentale: cosa ci vuole a fare una buona sanità di qualità  gratuita per tutti? Anche per quegli 11 milioni che non si curano più, 11 milioni di fantasmi. In molti posti italiani la sanità è indecente ma ci sono quelle cosidette eccellenze private che io chiuderei nell'arco di 24 ore".

Silvio Garattini, una delle figure imprescindibili per la ricerca e la medicina in Italia, il protagonista dell’incontro proposto al Teatro Sociale nella prima serata del Festival. Garattini ha raccontato la nascita dell’Istituto Mario Negri, un sogno realizzato dopo la sua esperienza giovanile negli Stati Uniti, anche attraverso la sfida alla burocrazia e alle invide del mondo Accademico, per poi toccare diverse tematiche inerenti al sistema sanitario del nostro Paese. Il prof. Garattini ha evidenziato le origini all’Istituto Mario Negri da sempre no profit e pronta a rinunciare ad ogni tipo di brevetto. Una scelta che oggi appare sempre più anacronistica e lontana dalla direzione che ha preso il mondo della ricerca legata ai colossi della farmaceutica. Ha anche ricordato la sua esperienza nella commissione di esperti chiamata a mettere ordine nel Prontuario Terapeutico Nazionale dopo lo scandalo Poggiolini del 1992.

“Avevo sempre denunciato – ha spiegato Garattini – la presenza di un numero eccessivo di farmaci in Italia e dopo quanto successo siamo riusciti, nel 1996, a riordinare il Prontuario Terapeutico Nazionale riducendo la spesa di oltre 4000 miliardi di lire”. Per Garattini siamo in presenza di un sistema in cui una grande quantità di farmaci ancor oggi non hanno ragione di essere prescritti e nello stesso tempo siamo davanti a cittadini che non hanno gli strumenti necessari per difendersi e reggere l’impatto dello lobby farmaceutiche.

In Italia, secondo Silvio Garattini, c’è poca informazione scientifica di base e lo si è compreso anche nel caso recente delle polemiche legate all’uso dei vaccini.

La ministra della salute Beatrice Lorenzin, è stata accolta con il sorriso delle autorità e dei promotori e le proteste di un nutrito numero di persone che hanno invocato la libertà di scelta sui vaccini. Nell'incontro che ha tenuto ha poi detto: "Abbiamo approvato un piano di immunizzazione che non si realizza in 4 giorni, è previsto un calendario vaccinale secondo classi di età e le vaccinazioni sono gratis perchè necessarie alla salute pubblica. Ad esempio, i bambini non vaccinati da 0 a 6 anni hanno sei mesi di tempo per mettersi in regola con le vaccinazioni, contattando le rispettive Asl per stabilire il calendario".

"Se non si vaccina, accanto alle sanzioni già previste, finora non applicate, vi è anche la segnalazione all'Asl e quindi al Tribunale dei Minori: i  figli non sono degli oggetti di proprietà, vanno difesi nella loro salute e integrità" ha concluso il ministro. Categorica e decisa, ma è ragionevole pensare che le resistenze non mancheranno nei prossimi mesi.

Sul sistema sanitario fortemente differenziato fra Nord e Sud, seppur fra i migliori in Europa, per la ministro Lorenzin una delle cause principali è rappresentata dalla riforma del Titolo V della Costituzione, che nel responsabilizzare le regioni dal punto di vista sanitario ha ingenerato distorsioni, introducendo un fortissimo indebitamento, almeno per alcune regioni, non corrisposto ad un aumento della qualità. Ha poi sottolineato che l'albo nazionale dei direttori generali, con una selezione meritocratica e criteri di valutazione elevati, introduce criteri importanti nella scelta dei manager delle Asl.

Investire in salute e soprattuto in prevenzione, riducendo le disuguaglianze nell’accesso dei cittadini alla cure mediche può essere economicamente vantaggioso aveva detto Tito Boeri direttore scientifico del festival durante la cerimona di inaugurazione svoltasi in Sala Depero nel Palazzo della Provincia e presentata dalla giornalista Maria Concetta Mattei.

"Ormai è dimostrato che chi ha avuto lunghi periodi di disoccupazione può avere, anche diversi anni dopo, problemi di salute molto seri. Nella lunga recessione - ha ricordato Boeri - ad esempio sono aumentati i disturbi di natura mentale e quasi metà dell'incremento di questi disturbi è associato ai dati di disoccupazione molto elevati. Per questo è importante affrontare i temi del lavoro e del precariato, soprattutto quello relativo alla disoccupazione giovanile, un problema sociale molto importante su cui dobbiamo discutere in maniera aperta” ha detto Boeri.

L’ultima giornata del Festival si è aperta con Federico Rampini, editorialista e corrispondente de “la Repubblica” da New York, che ha raccontato l’America di Trump mentre Olivier Blanchard, economista del Mit e del Fondo monetario internazionale, si è concentrato su due eventi cruciali nelle economie di mercato, le fluttuazioni (o crisi) economiche e la crescita della disuguaglianza. Si è capito che sappiamo cosa si può fare - tassazione, diritti di proprietà, formazione e riqualificazione della forza lavoro, lotta ai paradisi fiscali e così via - ma è più difficile dire se ci sarà la volontà di farlo e come questi strumenti verranno utilizzati dalle diverse forze politiche.  Sulla disoccupazione tecnologica, creata dall'automazione Blanchard ha segnalato che fino ad oggi i posti di lavoro creati ex-novo hanno sostituito quelli scomparsi. Il futuro è incerto. Molto dipenderà da chi "possiederà" i robot, ovvero da quanto la maggioranza delle persone potrà beneficiare dalla crescita della pervasività delle tecnologie. La questione dei diritti di proprietà - e della relativa redistribuzione dei redditi - sarà fondamentale.

Il festival anche quest'anno ha registrato numeri da record: 189 relatori e 50 moderatori che hanno animato 102 eventi del programma. Sono state 96 le dirette web, di cui 25 in lingua inglese, grazie alle quali è stato possibile seguire il Festival in tutto il mondo, 338 i giornalisti, operatori e fotografi accreditati dall'Ufficio stampa della Provincia, di questi oltre 300 presenti a Trento e provenienti da Italia, Germania, Svizzera, Spagna, Francia, Gran Bretagna, Ungheria, Serbia, Brasile, Cina in rappresentanza di 149 testate giornalistiche.


Autore: Angela Pagani

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