Arte, Cultura & Spettacoli

De Nittis, tra dame e nuvole

Barletta, visita alla pinacoteca - di Corona Perer

Osservando la natura, il cielo e le nuvole della campagna pugliese, il giovane De Nittis si preparava a diventare quel che sarebbe stato: un protagonista assoluto dell'Ottocento Europeo. Un grande italiano in terra di Francia. E chissà cosa avrebbe dato ancora se la sua stella non si fosse spenta prematuramente a soli 38 anni. Sepolto a Parigi accanto a Chopin, fu Alexandre Dumas figlio a scrivere l'epitaffio: “qui giace come gli eroi e i semidei”.

Nato a Barletta il 25 febbraio 1846 da una facoltosa famiglia di proprietari terrieri, Giuseppe Gaetano De Nittis conobbe il dolore nella prima giovinezza segnata dalla precoce perdita dei genitori (il padre incarcerato per motivi politici, muore suicida quando lui ha solo 10 anni). Anche il manifestarsi del suo talento è precoce: i primi studi sono con Giovan Battista Calò. Dipinge osservando la natura  (passione che conserverà anche nella maturità), e a 15 anni entra all'istituto delle belle arti di Napoli, da dove però esce presto: è insofferente alle regole e nel 1863 viene espulso per indisciplina.

“Abbandonai la scuola e divenni maestro di se stesso” annoterà nel suo taccuino.

Nel 1866 ha solo 20 anni quando due opere esposte a Napoli vengono acquistate dal re Vittorio Emanuele II per la reggia di Capodimonte: De Nittis acquista fama. A Parigi arriva nel 1867 e qui frequenta un gruppo di artisti con il gusto della pittura in costume, specchio della moda e della gaiezza mondana frivola della società parigina: sono gli impressionisti.

Ai salotti parigini dedicherà le sue migliori energie ma è sempre la Puglia, dove rientra periodicamente per immergersi nella vastità della sua terra, la fonte prima della sua ispirazione.

A Casa De Nittis a Barletta si potrebbero perdere occhi e ore ad ammirare le nuvole del cielo o le volute del fumo dei treni a vapore, le vastità della campagna pugliese assolata e le incontinenze del mare che annuncia tempeste sulla linea dell'orizzonte. Magicamente rumoroso e pieno di movimento è il dipinto 'Passa il treno' realizzato nel 1869. E' anche l'anno in cui si sposa con l'amata Leontine sua modella, che sarà madre del suo unico figlio e poi custode fedele del suo lascito artistico.

"Giuseppe De Nittis è stato fra i protagonisti del rinnovamento della pittura dell'Ottocento e un precursore, forse inconsapevole, delle nuove correnti dell'arte alle quali un crudele destino non consentì di partecipare" afferma Christine Farese Sperken, che di De Nittis è la massima esperta.

La studiosa nata in Germania, con studi all’Università di Friburgo e Monaco di Baviera, esperta di pittura e scultura meridionale tra '800 e '900, già ispettrice della Pinacoteca Provinciale di Bari, docente di storia dell’arte all’Università degli Studi di Bari è autrice del catalogo fatto stampare in occasione della riapertura di palazzo Della Marra a Barletta, oggi Pinacoteca De Nittis (o Casa De Nittis). Qui si conservano 200 pezzi di straordinario interesse, tra schizzi e studi, opere giovanili e della maturità. Fu l'amico Degas nel 1874 a introdurlo e farlo partecipare alla prima esposizione degli impressionisti con i quali condivide il senso della contemporaneità, ma dai quali si distingue presto per la sua innata vocazione alla libertà: ad esempio osava il nero, colore bandito dal movimento.

La Puglia, dove rientra per periodici brevi soggiorni tra il 1875 e il 1880 continua ad essere fonte feconda della sua ispirazione e lo consegna al capitolo di storia dell'arte più consono al suo lavoro: il Realismo ed il Paesaggismo. "Cantieri" che oggi si ammira a Barletta, nel 1878 arriva con altri 11 dipinti alla Esposizione Universale di Parigi, e gli vale la medaglia d'oro, seguita dal conferimento della Legion d'onore.

Nella Parigi mondana ed elegante del tempo è tra le personalità di spicco. Frequenta l'ambiente artistico-letterario dei Manet, Degas, i fratelli Goncourt, Zola, Daudet. E' ricco e apprezzato, può permettersi di ricevere amici (ai quali cucina spaghetti), si gode la fama, ma anche gli affetti. Della moglie e del figlio Jacques ci lascia quadri di grande dolcezza in cui è descritta la quiete famigliare, i pomeriggi assolati nel giardino della bella casa parigina, istantanee di serenità ed equilibrio a cui quel ragazzotto espulso da scuola perché allergico alle regole, certamente aspirava.

Fu un gran lavoratore: in 20 anni di lavoro realizzò almeno 1000 opere. Amava soprattutto dipingere en plein air e quando a Parigi era stato fatto divieto dal Prefetto per motivi di decoro pubblico difarlo per strada, pur di dipingere dal vero creò un atelier mobile all'interno di una carrozza e con la stessa si fermava nelle piazze, nei boulevards e sui ponti sulla Senna per immortalare immediatamente  su tela la vita moderna della città. A Barletta si ammira uno stupendo pastello su carta "In fiacre" in cui De Nittis immortala due donne all'interno di una vettura che aveva affiancato la sua carrozza-atelier.

Si cimentò anche in altre tecniche: acquarello, incisioni, ma è nella pittura ad olio e nei pastelli che realizza i suoi migliori ritratti. E' la moglie Léotine Gruville la musa e modella prediletta (...oltre che attenta amministratrice dei beni e delle serate mondane). In "Giornata d'inverno" il suo volto e il quieto posare dando spalle ad una finestra aperta su una soffice nevicata, diventa la plastica rappresentazione della Pace e della Grazia. Magnifico ammirare la Tranquillità che emerge in "Colazione in giardino" uno degli ultimi quadri. Era già molto apprezzato dalla critica quando a soli 38 anni nella casa di Saint-Gérmain-en-Laye muore improvvisamente il 23 agosto 1884.

I capolavori che si possono ammirare a Casa De Nittis furono donati nel 1913 dalla vedova Léontine al Comune di Barletta: un corpus di circa 200 opere tra studi, bozzetti, opere incomplete e una importante cartella di incisioni. In catalogo (Mario Adda Editore), la studiosa Christine Farese Sperken, usa solo una volta il termine "impressionismo". Con De Nittis siamo infatti nel realismo e nel paesaggismo con quel tratto di sintesi e originalità che "supera" l'impressionismo dei colleghi francesi e fa del pittore pugliese un fenomeno unico e irripetibile.

La sua arte abita in uno scrigno prezioso: Palazzo Della Marra, contenitore ideale per tanta bellezza. Il bene acquisito nel 2015, a titolo non oneroso, al patrimonio della città di Barletta, accuratamente restaurato e riconsegnato alla città l'anno dopo, è stato certamente un investimento lungimirante, che vale da solo come potente richiamo turistico. L'amministrazione fortunatamente ne è consapevole, la Regione anche: viene da qui il progetto presentato dal Comune di Barletta con il supporto tecnico del Patto Territoriale,  finanziato dalla Regione Puglia (FESR-FSE 2014/2020 Azione 6.8) che mira proprio alla valorizzazione del patrimonio cittadino e delle peculiarità della "Città della Disfida".
E De Nittis, da genius loci, ne è la punta di diamante.

 

info:
- www.barlettamusei.it
- Barletta, la cttà della Disfida


Autore: Corona Perer

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