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La rivincita del genere Giallo

Grazia Corte, l'inventrice di ''Vanda Piffer"

Grazia Corte, nata in Trentino-Alto Adige è un avvocato che ha lavorato anche come sceneggiatrice radiofonica, animatrice, fotografa e gallerista, per dedicarsi poi, da qualche anno, a scrivere una serie di gialli venati di umorismo, che hanno per protagonista la vulcanica e spudorata Vanda Piffer. Il successo è stato tanti inatteso quanto sostanzioso. Così, dopo l'esordio con “La beauty farm fatale” è uscito nelle librerie “Vanda Piffer e i delitti di Natale”.

I due libri pubblicati da Edizioni Forme Libere (e disponibili anche online sul sito www.Forme-libere.it), sono stati protagonisti al festival del Noir che si tiene da qualche anno a Ischia. “Gialli a Ischia” coniuga la suspence e il mistero della letteratura noir con la gastronomia ed il turismo. “Vanda Piffer” da collaudata eroina della collana “Passi nel  Buio”, ha portato il suo fascino.

Il giallo muove tra città e collina, meli e vigneti, nel Tirolo meridionale dove Vanda nutre due passioni: il giardino, di cui si occupa in modo molto approssimativo, e le indagini su crimini e delitti. Ecco l'intervista realizzata all'autrice.

A.P. Perché ambientare un giallo in Alto Adige?
G.C E’ una terra di confine, densa di tradizioni consolidate, ma anche di continui mutamenti, dove convivono ambienti culturali circoscritti, mescolati alla modernità e all’innovazione. Insomma, il luogo ideale per degli intrecci noir.

A.P. La serie ha degli spunti autobiografici?
G.C. Spero di no, dato il caratteraccio della protagonista! Anche la professione legale, che accomuna me e il mio personaggio, oggi attraversa un periodo di grande mutazione, potremmo definirla una nemesi storica, forse in parte anche meritata.

A.P. Una parte divertente del libro è quella relativa al rapporto tra la protagonista e il suo giardino…
G.C.Quel giardino è un vero disastro. Vanda conosce ogni specie botanica, ma solo a livello teorico. Le manca l’attenzione vera per le piante: d’altronde, a lei interessa solo investigare. Il giovane ispettore Thomas Berger si   scoccia per le continue intromissioni della Piffer, ma poi si avvale dei suoi indubbi risultati investigativi.

A.P La vena umoristica si fa sentire, nel suo libro, senza però prendere il sopravvento sul carattere “giallo” della vicenda. E’ una scelta?
G.C. Il mio obiettivo è di far sorridere, di divertire come io stessa mi sono divertita a scriverlo. E di far riflettere: l’ironia è un’arma potente, la sola che potrebbe salvarci.

 


Autore: Angela Pagani

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