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Itaca, metafora della vita

Nel capolavoro di Konstantinos Kavafis l'uomo e il suo compimento

Itaca venne scritta nel 1911  quando il poeta aveva 48 anni: è la riflessione di un uomo ormai maturo e una metafora del cammino dell'uomo sulle orme di un'icona fornita dal leggendario Ulisse e dal suo viaggio, dunque è una metafora della vita.

Ulisse e Itaca sono un binomio: l'uomo e il suo pieno compimento. Konstantinos Kavafis parla di esperienza, di un viaggio che non va affrettato con approdi prematuri. Come Ulisse  meglio arrivare con la maturità. Focale un punto: più che la meta è il viaggio che conta, in quanto occasione di conoscenza, fonte di ricchezze immateriali. E' dunque lo stimolo per conoscere ed apprendere.

Itaca è l'approdo, il territorio di chi conquista l’esistenza. L’autore parla in sostanza della conoscenza e di come l'uomo possa conquistarla. Ecco perchè bisogna sperare che il viaggio (la vita) sia lungo, per poter conoscere e incontrare i sapienti a cui attingere.

Itaca è la conoscenza. Ulisse aveva come obiettivo tornare ad Itaca, prima di arrivare visitò molti luoghi, diverse genti. Ecco quindi che come Ulisse è l'Uomo, il Viaggio è la vita, il trascorrere del tempo sulla terra le sue esperienze.

I Lestrigoni, i Ciclopi  e Poseidone sono le paure, i personaggi mitici che misero alla prova Ulisse durante il viaggio. I porti raffigurano l'ignoto e i mattini d'estate i giorni in cui l'Uomo ha occasione di apprendere cose nuove (rappresentate dagli  empori dei Fenici ). I luoghi in cui si possono trovare i sapienti sono le Città dell’Egitto paese di un popolo antico custode di sapienza da cui lo stesso poeta greco proveniva per origine (era nato infatti nel 1863 ad Alessandria d'Egitto).

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Itaca / Konstantino Kavafis (1911)

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
né nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l'anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d'ogni sorta;
più profumi inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti

Sempre devi avere in mente Itaca -
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
in viaggio: che cos'altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.


traduzione di M. Dalmati e N. Risi

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