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God save ... the Prince

Made in Brexit - di Margherita Vitagliano

Le indiscrezioni dei tabloid inglesi scrivono da mesi di un clima a Palazzo tutt'altro che sereno. Preoccupato è Carlo che l'ha portata all'altare. Preoccupata è la Regina Madre che la considera un cancro da estirpare e le avrebbe già proposto un sontuoso divorzio (da 37 milioni di sterline) purchè prenda la porta.

Harry e Meghan, ultimo matrimonio del secolo, spettacolare industria della new-economy di tazze, magneti e scatoline (un giro di 70 miliardi di sterline che ne gerano altri 42 di solo indotto), sarebbero ai ferri corti: colpa del carattere di lei. Che però resta ancora a suo modo un miracolo di questa terra. Perchè qui non importa l'età, se sei europeo, asiatico, africano, americano, bianco, nero, maschio, femmina, gay, lesbica, cattolico, protestante mussulmano: sei semplicemente una persona come le altre. Ed è così che Meghan, l'americana divorziata è entrata a corte. E se nel ventunesimo secolo nella casa reale ingleseè entrata una ragazza americana e divorziata,  significa che questo paese così tradizionalista è molto aperto.

L'Inghilterra infatti è un paese che accoglie. Proprio come ha accolto me, mentre la mia terra mi ha lasciato partire senza nemmeno chiedermi: dove vai? Che sta succedendo? Hai bisogno di aiuto? Non ho avuto nessuna di queste domande e l'unico contatto tra me e l'Italia è stata finora una lettera nel periodo delle votazioni: un voto dall' estero fa sempre comodo.

Ecco perchè dico God save the Prince. Visto che the new Duchess sembra peperina.


Autore: Margherita Vitagliano

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