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Hermann Hesse, fiabe e leggende

Brevi biografie dell'anima e perle di preziosa filosofia

Avvolte in un clima mitico-simbolico velato di poesia, le fiabe di Hermann Hesse sono luoghi interiori dove ognuno si trova al cospetto della propria vita. C'è una dimensione che è tipica di Hesse: quel trovarsi catapultati nell'ovunque e in nessun luogo, tra sogno e realtà. Il suo fine è spiare un animale chiamato Uomo e trovare chiavi di lettura al suo comportamento. C'è una tipologia di individuo che attirò la sua attenzione intorno agli anni '30: l'europeo

E' la storia di un diluvio universale, c'è un'arca e c'è un Noè, ma bastano 30 (trenta!) parole di incipit per ritrovarsi in un tempo infinito, presi per mano dallo scrittore. La magia comincia così: “...alla fine il Signore Iddio ebbe Misericordia e pose fine ai giorni dell'uomo, che si erano conclusi con la sanguinosa guerra mondiale, e mandò il grande Diluvio...”

Poche righe e trenta parole sono sufficienti ad Hermann Hesse per approdare a quel sentimento dell'infinito (che è anche nostalgia di infinito) proiettati in un tempo lontano e misteriosamente vicino, capace di interpellare l'uomo contemporaneo.

Ebbene, l'Europeo viene salvato dalle acque dopo una lunga resistenza. E' ancora strenuamente attaccato al proprio raziocinio, alla saccenza, alla pretesa di essere sempre migliore degli altri, quando viene chiamato dal suo “salvatore” a confrontarsi con le altre razze salvate prima di lui. Resta tronfio e persino inconsapevole di essere stato raccolto pietosamente da acque che stavano spazzando via il peggio del pianeta.

L'Europa aveva resistito in ogni modo a quel Diluvio, ricorrendo alla sua capacità tecnica, costruendo dighe e sbarramenti (usando i prigionieri di guerra) per poi soccombere. Hesse accomuna al diluvio universale i giorni del diluvio di sangue della guerra mondiale e racconta che Dio le provò tutte per settimane per domare quel mondo sofferente e guerreggiante.

Lo scrittore  descrive la solitudine schizzinosa dell'uomo europeo salito a bordo, dove invece regna l'armonia degli animali. Un uomo che fa la guerra, ma la veste di azioni di pace, che si sente depositario di Storia, Scienza e Tecnica, che deride le capacità degli altri popoli, e che – in effetti - è stato creato da Dio come ”singolarmente unico” per essere offerto (ecco la lezione di Hesse) come un ammonimento, come stimolo e come spettro. “Non potrà riprodursi e rovinare la vita degli altri sulla nuova terra” spiega il Patriarca, che però - nella sua infinita bontà - l'ha raccolto e salvato.

“Fiabe e Leggende” (febbraio 2019, ed. Piano B, euro13,00) offre pagine intrise di saggezza, in cui l'autore con infinita fantasia attinge ad una fonte sempre ispirata, capace di catapultare nella morale. Ogni racconto è un piccolo capolavoro di grande letteratura alla scoperta di mondi interiori ricchissimi nel quale lo scrittore, nella sua incessante ricerca della Verità, regala al lettore perle di filosofia senza mai sconfinare nel fine a sé stesso, per arrivare invece al “fine” dell'uomo.

Che le fiabe possano fornirci magnifiche lezioni di vita è notorio. Ma leggere Hermann Hesse è ogni volta opportunità per intraprendere un viaggio certi di ritornarvi più ricchi di quando si era partiti. Si vaga nelle infinite geografie dell'anima e si inizia un viaggio nelle forme della parola e nelle sue infinite sfumature. Si entra in una musica chiamata “letteratura” e si attinge ad un pozzo infinito che profuma di vita, esperienza, spiritualità.




Hermann Hesse
Fiabe e Leggende
PIANO B, la mala parte (2019)
euro 13,00 - 188 pagine


Autore: Corona Perer

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