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Chi difende gli schiavi del terzo millennio?

70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

Nella giornata del 70° anniversario della Dichiarazione  Universale dei Diritti Umani bisogna ricordare ancora una volta che questo tema è in taluni angoli della terra del tutto sconosciuto. Il dramma è che resta tale con la complicità di quegli stati evoluti che i diritti umani li conoscono, eccome, magari li celebrano, e allo stesso tempo li calpestano.

I principali marchi mondiali di cibo e prodotti domestici stanno infatti vendendo alimenti, cosmetici e altri beni di uso quotidiano contenenti olio di palma ottenuto attraverso gravi violazioni dei diritti umani in Indonesia, dove bambini anche di soli otto anni lavorano in condizioni pericolose.

Olio di palma lavorato da raffinerie e frantoi è usato sistematicamente da sette aziende: AFAMSA, ADM, Nestlé, Reckitt Benckiser e Kellogg's attraverso una sua joint-venture. Amnesty International avvierà una campagna per chiedere alle aziende di far sapere ai consumatori se l'olio di palma contenuto in noti prodotti come il gelato Magnum, il dentifricio Colgate, i cosmetici Dove, la zuppa Knorr, la barretta di cioccolato KitKat, lo shampoo Pantene, il detersivo Ariel e gli spaghetti Pot Noodle proviene o meno dalle piantagioni indonesiane della Wilmar.

Amnesty International ha chiesto alle aziende di chiarire se l'olio di palma dichiarato nel contenuto di una lista di prodotti provenga da attività della Wilmar in Indonesia. Due di loro, Kellogg's e Reckitt Benckiser, hanno confermato. Altre due, Procter & Gamble e Unilever, hanno confermato che usano olio di palma proveniente dalle piantagioni della Wilmar in Indonesia, ma non hanno specificato esattamente da quale raffineria si riforniscono.

Colgate e Nestlé hanno ammesso di ricevere olio di palma dalle raffinerie indonesiane della Wilmar. Il rapporto di Amnesty International collega queste raffinerie alle piantagioni che ha indagato. Colgate e Nestlé hanno però dichiarato che nessuno dei prodotti elencati nel rapporto di Amnesty International contiene olio di palma proveniente dalle piantagioni della Wilmar, tuttavia non hanno reso noto quali altri prodotti invece lo contengono.

Il rapporto intitolato "Il grande scandalo dell'olio di palma: violazioni dei diritti umani dietro i marchi più noti"  è il risultato di un'indagine sulle piantagioni dell'Indonesia appartenenti al più grande coltivatore mondiale di palme da olio, il gigante dell'agro-business Wilmar, che ha sede a Singapore, fornitore di nove aziende mondiali: AFAMSA, ADM, Colgate-Palmolive, Elevance, Kellogg's, Nestlé, Procter & Gamble, Reckitt Benckiser e Unilever.

Il rapporto denuncia che bambini da otto a 14 anni svolgono lavori pericolosi nelle piantagioni possedute e dirette dalle sussidiarie e dai fornitori della Wilmar. Lavorano senza equipaggiamento di sicurezza in piantagioni dove vengono usati pesticidi tossici e trasportano sacchi di frutti che possono pesare da 12 a 25 chili. Alcuni di loro abbandonano la scuola per dare una mano ai genitori nelle piantagioni, altri lavorano il pomeriggio dopo la scuola o nei fine settimana e nei giorni festivi.

(foto di copertina: @AmnestyInternational)


Autore: Angela Pagani

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