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Luciano Canfora: l'Europa e i suoi labili confini

''Dal mito di Europa a Pericle. E da Pericle...a Juncker''

Ad "Europa, territorio per la Pace e Utopia necessaria" evento svoltosi a Rovereto e condotto dalla giornalista di Radio 3 Mondo Annamaria Giordano, il professor Luciano Canfora, illustre grecista ha spiegato che l'Europa... è il territorio meno definito, a dispetto di qualsiasi granitica certezza. Senza sottrarsi al compito di spiegare la nascita del mito di Europa tenendo Pericle e Juncker alla finestra (non li ha nominati, ma sul palco erano i convitati di pietra), Canfora ha compiuto una argomentata dissertazione sui confini europei a suo dire labili e non inclusivi di una realtà che è naturalmente europea.

“L'Europa non è Europa senza gli Urali” ha affermato dopo aver compiuto un lunga galoppata storico geografica tra mito e storia, in cui ha spiegato come Europa sia stata indicata prima nella Tracia ovvero l'attuale Bulgaria, opposta ad Asia e Lybia (il nord Africa odierno), e poi nella Grecia contrapposta a Perside e Anatolia.

“E' la retorica ad attribuire  alla Grecia-Europa il luogo della libertà (mentre Asia era il luogo della schiavitù) ed è attorno allo scontro con l'impero persiano e poi alle rivalità intere con Sparta che l'area Europa si configura. Il focus di questa storia è il Mediterraneo, con tutte e due le sponde” ha detto Canfora che ha però contestato la visione secondo cui l'Europa è sinonimo e territorio di pace. La pratica del conflitto è stata la sua cifra".

E dunque come nasce Europa? "Nasce solo dopo che per  metà del XX secolo il continente europeo viene devastato da due terrificanti guerre - provocate dalle potenze europee con responsabilità variamente suddivise - nasce l'idea di dar corpo ad un'unione: buone intenzioni ma dopo aver fortemente peccato. Altiero Spinelli è innocentissimo rispetto a tutto questo e non ha nulla a che fare con quel che è venuto dopo” ha detto il professore che ha concluso citando Eschilo “Se si evolve attraverso la sofferenza, allora noi forse tramite dolore e sofferenza riusciremo a civilizzare questo territorio”.

La giornalista Anna Maria Giordano gli ha quindi chiesto se oggi non sia in qualche modo eversivo essere europeisti. “Direi di sì” ha risposto caustico Canfora. “Uno dei rimedi è che i politici dicano la verità” ha concluso.

Il professore ha anche ricordato di avere  con Rovereto ha un rapporto speciale (lo testimonia anche il nostro fotoservizio esclusivo). Alla Biblioteca Civica Tartarotti, vi è un tavolo dove spesso resta per ore e ore a maneggiare testi antichi in perfetta solitudine. Nessuno lo disturba e il tavolo resta libero proprio a protezione della sua concentrazione. Sale apposta da Bari a Rovereto per consultare questi testi.

"Alcuni testi greci antichi che poche Biblioteche conservano, si trovano solo qui alla Tartarotti" ci ha detto Canfora che su questo tavolo ha spesso potuto costruire il materiale per i suoi preziosi saggi.

Quando abbiamo realizzato il servizio fotografico aperto sul suo tavolo in quel momento c'era Tucidide e il blocco appunti, come un qualsiasi studente che però non ha mai finito di studiare.
"...Che Cleone fosse l'accusatore, è congettura antica..." stava scrivendo il professore. Lo abbiamo lasciato dopo qualche scatto, consapevoli di aver interrotto cose più importanti di uno scatto,  riconsegnandolo alla più totale delle concentrazioni: all'ombra di un Bruschetti scultore e nella luce naturale della Tartarotti.


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Autore: Corona Perer

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