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Made in Brexit: tra voci, cipolle, voti e promesse

La campagna di Theresa May al mercato - di Margherita Vitagliano

Io ci vado per le cipolle, lei ci va tutti i giorni per un voto. Atmosfera da elezioni qui in Inghilterra. Si vota e la confusione regna sovrana.

Giorni fa ho scoperto un posto magico vicino casa che fino a pochi giorni fa ho snobbato, un istituzione da queste parti sin dal 1290. Parlo di Altrincham Market. Appena entrata sono stata avvolta da un atmosfera accogliente, condita da buona musica.

Ho visto patate, broccoli, cipolle e cavoli, niente confezioni da supermarket, tutto odora ancora di terra. Pane fresco.... che nel mio immaginario  aspettava subito una fetta di mortadella. E poi tanto vintage e sorrisi, mi sembrava quasi di essere in un mercato del sud Italia, fino a quando non ho letto un avviso: Please don't ask for discount!

Io, abituata  a contrattare con il venditore per avere il prezzo più basso, ho subito dovuto ricompormi. E allora ho capito di essere in Inghilterra (... l'odore di terra per un attimo mi aveva portato in Italia). Ne ho avuto la conferma uscendo, incontrando un simpatico signore intento a mangiare patate. Margherita svegliati, mi son detta: al Mercato ricordati che non si chiede lo sconto, tuttalpiù si chiede un voto. E in cambio si ottiene una promessa.

Mrs.Theresa May, prime minister, lo sa. Io invece devo ancora imparare cosa assolutamente non si deve chiedere: lo sconto.


Autore: Margherita Vitagliano

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