Arte, Cultura & Spettacoli

Magister Giotto, l'artista che ruppe gli schemi

Tra arte e astronomia

Nella ricorrenza dei 750 anni dalla nascita GIOTTO (Colle di Vespignano 1267 – Firenze 1337) un mostra è stata dedicata al grande artista con un progetto curato da Alessandro Tomei, professore ordinario di storia dell’arte medievale, e Giuliano Pisani, filologo classico e storico dell’arte.
Magister Giotto alla Scuola Grande della Misericordia di Venezia nell'estate  2017 ha raccontato la sua produzione artistica attraverso un percorso visivo e auditivo.

Con la sua pittura ha portato ad una grande rivoluzione nell'arte figurativa, diventando il modello d'ispirazione per gli artisti del Rinascimento.Ha infatti rotto gli schemi con la pittura del passato diventando un innovatore di gusto e di stile. E' certamente tra i più grandi pittori italiani, oltre che ad essere stato un famoso architetto. Allievo di Cimabue, fu molto apprezzato dai contemporanei, tanto da essere definito dal Boccaccio "il miglior dipintor del mondo".

Giotto di Bondone nasce intorno al 1266 da una famiglia di contadini di Colle di Vespignano a Vicchio nel Mugello vicino Firenze. La leggenda vuole che il giovane Giotto fosse notato da Cimabue mentre pascolando le sue pecore le ritraeva su di un sasso. Così intorno al 1272 Giotto divenne allievo di Cimabue presso la sua bottega a Firenze vicino Santa Maria Novella. Insieme a Cimabue si reca a Roma e ad Assisi.Intorno al 1290 apre la propria bottega. Un'altra leggenda vuole che sia stato lo stesso Cimabue a incitarlo quando cerò di scacciare da una tela a cui lavorava una mosca dipinta da Giotto. Pochi anni più tardi si reca ad Assisi per affrescare la Basilica Superiore con Le Storie di San Francesco.

A cavallo tra il 1200 e il 1300 Giotto si divide tra Assisi e Roma e raggiunge il suo massimo splendore. Diventa un artista molto apprezzato e molto ricco, tanto da superare il suo maestro Cimabue, come cita Dante, e da essere chiamato a nord per lavorare. Infatti viene chiamato a Padova per affrescare la Cappella degli Scrovegni tra il 1303 e il 1306 circa.

Rientra a Firenze intorno al 1311, come documentato da numerosi documenti relativi alle sue attività economiche. Tra il 1320 e il 1325 lavora alle Cappelle di famiglie facoltose fiorentine, come la Cappella dei Bardi e la Cappella dei Peruzzi in Santa Croce.

Viene chiamato a Napoli da Carlo D'Angiò intorno al 1327 per poi ritornare a Firenze quando viene nominato capomastro dell'Opera del Duomo di Firenze. Inizia i lavori per la realizzazione del Campanile, che da lui prende il nome e che mai finì. Giotto muore infatti a Firenze 8 gennaio 1337. Le sue spoglie sono conservate in Santa Croce.

La mostra che gli è stata dedicata nel 2017 a 750 anni dalla nascita "Magister Giotto" si è snodata tra le storie francescane di Assisi, la Cappella degli Scrovegni di Padova e i maestosi Crocifissi e si concludeva... con la Missione Giotto nel 1986, realizzata dall’Agenzia Spaziale Europea, che per la prima volta nella storia intercettò la Cometa di Halley, dipinta nell’Adorazione dei Magi della Cappella degli Scrovegni a Padova.
Un'idea geniale applicata ad un progetto d'arte

 

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