Arte, Cultura & Spettacoli

MART, Margherita Sarfatti e il '900 italiano

Per una sorta di damnatio memoriae, la si conosce solo come l'amante del duce

Due diverse grandi mostre, al Mart e al Museo del Novecento di Milano, saranno dedicate alla figura di Margherita Sarfatti, scrittrice, giornalista e critica d'arte. Per una sorta di damnatio memoriae, la si conosce solo come "l'amante del duce". La stessa Donna Rachele era a conoscenza della relazione tra la Sarfatti e suo marito Benito Mussolini.

In realtà rivestì un ruolo da protagonista, soprattutto in campo artistico, e certo non fu personalità secondaria in politica nel forgiare l'ideologia del fascismo. Colta, elegante, raffinata, Margherita era nata a Venezia nel 1880 ultima di quattro figli di una ricca e nota famiglia ebrea, i Grassini, che avevano dotato Venezia dei primi vaporetti.  Le leggi razziali, nonostante l'importante legame con il Duce, la costrigeranno a riparare in Argentina.

Il progetto, realizzato in collaborazione con Electa,  a cura di Daniela Ferrari,  intende approfondire  la visuale culturale vastissima della  Sarfatti-intellettuale e ricostruire il ruolo della maggiore protagonista del dibattito su classicismo e modernità nel panorama artistico italiano e internazionale, con particolare attenzione alle mostre organizzate in Europa e nelle Americhe per promuovere lo stile italiano e l’idea di "moderna classicità".

Il Fondo Sarfatti, conservato nell'Archivio del '900 del Mart di Rovereto saranno in dialogo con cento capolavori di trenta grandi maestri come di Boccioni, Bucci, Casorati, de Chirico, Dudreville, Funi, Marussig, Malerba, Morandi, Oppi, Medardo Rosso, Sironi, Severini, Wildt.

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