Arte, Cultura & Spettacoli

Tintoretto già 100.000 i visitatori

Opere da Madrid, Chicago, New York, Philadelphia e Washington

Dal Prado di Madrid  e dall’America sono arrivati capolavori emblematici. I due autoritratti con cui si apre e si chiude il percorso espositivo, eseguiti uno all’inizio e uno alla fine della carriera di Jacopo e prestati rispettivamente dal Philadelphia Museum of Art e dal Musée du Louvre ne offrono un tangibile esempio.

Oltre 100mila visitatori in tre mesi testimoniano il successo della rassegna dedicata a Tintoretto a Palazzo Ducale, curata da Robert Echols e Frederick Ilchman con la direzione scientifica di Gabriella Belli e realizzata in collaborazione con la National Gallery of Art di Washington e le Gallerie dell'Accademia. Inaugurata lo scorso settembre, la mostra che celebra i cinquecento anni dalla nascita del grande artista veneziano chiuderà a gennaio.

L’esposizione rientra nell’ambito delle celebrazioni per il cinquecentenario della nascita di Jacopo Robusti festeggiato a Venezia con eventi espositivi imperdibili, itinerari in Città e nelle chiese, originali iniziative espositive, editoriali e convegnistiche, in uno spirito corale e di rete propugnato e sostenuto dal Comune di Venezia.

Nel luogo che maggiormente testimonia il successo e il predominio raggiunti da Jacopo sulla scena artistica veneziana del XVI secolo – Palazzo Ducale -, che pure annoverava giganti e concorrenti come Tiziano e Veronese, Tintoretto torna protagonista di un grande progetto espositivo, voluto fortemente dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, promosso congiuntamente con la National Gallery of Art di Washington, con la collaborazione delle Gallerie dell’Accademia di Venezia, il contributo di Save Venice Inc. e il sostegno di Louis Vuitton.

A curare la mostra di Palazzo Ducale così come quella di Washington (dove verrà ospitata nel 2019), sono gli studiosi americani, grandi conoscitori di Tintoretto, Robert Echols e Frederick Ilchman, che da anni hanno concentrato le loro ricerche sulla definizione del catalogo complessivo dell’opera di Jacopo. A loro fianco, in questa occasione, un prestigioso comitato consultivo internazionale e numerosi esperti dell’arte rinascimentale veneziana.

L’esposizione presenta 50 dipinti e 20 disegni autografi di Tintoretto, prestati dai grandi musei internazionali, unitamente ai famosi cicli realizzati per il palazzo dogale tra il 1564 e il 1592 - visibili nell’originaria collocazione - permettendo dunque di riscoprire pienamente la pittura visionaria, audace e per nulla convenzionale di Jacopo Robusti.

Straordinario narratore, abile regista di azioni dipinte, colorista sofisticato Tintoretto si rivela un affascinante interprete in tutti i diversi generi affrontati, da quelli religiosi, ai grandi dipinti di storia, dalla ritrattistica ai temi profani e mitologici, di cui la mostra propone illuminanti esempi grazie ai prestiti da importanti musei di tutto il mondo e da alcune prestigiose collezioni private: dai musei di Londra – come la National Gallery da cui arriva anche L’origine della Via Lattea (1575), la Royal Collection, il Victoria and Albert Museum, la Courtauld Gallery – ma anche da Parigi, Gent, Lione, Dresda, Otterlo, Praga, Rotterdam.

Dopo Tintoretto, l'attività espositiva di palazzo Ducale riprenderà a febbraio, con la grande mostra dedicata a Canaletto e Giambattista Tiepolo e al Settecento veneziano. Un secolo che racchiude una straordinaria e innovativa attività artistica, dominante nel panorama europeo, che superando le cornici coinvolse ogni espressione della creatività: accanto alle opere dei due grandi maestri ci saranno opere di scultori e pittori veneziani e eccellenze nel campo delle arti decorative. La mostra ripercorrerà l'intero secolo, caratterizzato da una straordinaria civiltà artistica e divenuto un mito nostalgico dopo la caduta della Serenissima, per congedare infine i visitatori con gli artisti che hanno traghettato i suoi elementi più vitali nella modernità, come Piranesi e Antonio Canova.

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