Arte, Cultura & Spettacoli

Francesco Verla, artista dimenticato

Al Museo Diocesano Tridentino fino al 6 novembre 2017

Testimonianze pittoriche riferite all'artista sono il ciclo figurativo della Chiesa di San Pantaleone a Terlago. Un artista "dimenticato", noto per lo più agli studiosi ma poco al grande pubblico è certamente il vicentino Francesco Verla (Villaverla, 1470 - Rovereto, 1521), singolare personalità dell'ambiente artistico veneto e trentino del primo Cinquecento.

Nato intorno al 1470, dell'artista sono note poco più di una ventina di opere tra dipinti su tela, affreschi e disegni, tutti databili dopo il suo soggiorno a Roma documentato nel 1503. Durante il viaggio verso l'Urbe, Verla ebbe modo di conoscere l'opera di Pietro Perugino, assumendo in seguito un ruolo di primo piano nella divulgazione di motivi umbri e centro italiani in area veneta e nella Valle dell'Adige.

Il Museo Diocesano dedica al Verla una mostra, la prima interamente dedicata alla sua riscoperta. In mostra le numerose pale d’altare con “sacre conversazioni” commissionate da comunità religiose e singoli devoti, ma anche una selezione di fregi a grottesca che attestano la produzione profana del Verla, oggi verosimilmente in gran parte perduta.

Curata da Domizio Cattoi, conservatore del Museo, e dal Prof. Aldo Galli è stata organizzata in collaborazione con l'Università degli Studi di Trento, Dipartimento di Lettere e Filosofia, corso di laurea in Conservazione e gestione dei beni culturali. Al Museo Diocesano Tridentino fino al 6 novembre 2017 è possibile vedere uno spaccato di Rinascimento, mentre al Castello del Buonconsiglio nello stesso periodo è aperta la mostra su Marcello Fogolino. Il Rinascimento è dunque il leit-motiv dell'estate trentina.

Alla presentazione della mostra la direttrice del Museo, Domenica Primerano, aveva sottolineato i risultati sdella sua direzione nonostante un organico ridotto. Il Museo Diocesano Tridentino ha chiuso il 2016 con una buona performance: le rassegne susseguitesi nel 2016 sono state cinquepiù di cinquantamila persone (per l’esattezza 50.775) hanno visitato le sedi del Museo e l'area archeologica della Basilica Paleocristiana. Il miglior risultato di sempre, con un incremento del 7,71% rispetto al 2015 – quando gli ingressi erano stati 47.141 – e del 2,32% rispetto al 2014 (49.623).

In periodi di investimenti limitati, il museo ha optato per una serrata e differenziata programmazione espositiva di 'piccolo cabotaggio', incentrata su tematiche afferenti il Giubileo della Misericordia, la valorizzazione della produzione artistica locale, con particolare attenzione al ruolo delle donne. Qualche perplessità invece è stata espressa in merito alla riforma della cultura del Trentino che prevede un cda unico per i 4 maggiori musei trentini. "Non siamo stati interpellati e lo avevamo chiesto" ha fatto notare la direttrice.

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