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A Marsala, ad ammirare la nave punica

Testo e foto Giovanna Dal Magro

Il Museo Archeologico Baglio Anselmi  sorge sul lungomare di Marsala in un ex stabilimento vinicolo  costruito nel  1800, restaurato in modo eccellente e sede museale dal 1985.    

I due imponenti magazzini del Baglio, dove si tenevano stivate le botti, sono ora gli spazi espositivi che custodiscono pezzi  unici della nostra storia quali l’unico esemplare di nave punica , la Nave di Marausa. 

Nel 1971, nel tratto di mare al largo dell’isola lunga, all’imboccatura della Laguna dello Stagnone di Marsala fu recuperato il relitto di una nave punica che ha aiutato ad illustrare la storia di Lilibeo, città fondata  nel 397 a.C., dove ora sorge Marsala, quando i Fenici di Mozia, dopo essere stati sconfitti dai Siracusani, si rifugiarono sulla vicina terraferma fondandovi una città che divenne il più forte baluardo di resistenza punica in Sicilia. 

Ogni asse della nave punica di Marsala porta l’incisione di un simbolo dell’alfabeto fenicio-punico indispensabile per un veloce assemblaggio dello scafo da parte dei carpentieri.

Di questo raro relitto è stata recuperata solo la parte posteriore e parte della fiancata di babordo per una lunghezza di 10 metri x tre.  Si presume che la nave avesse quindi una lunghezza complessiva di 35 metri e fosse un esemplare a remi da combattimento. 

Verso la fine del 1980 all’interno del  Baglio Anselmi sono confluiti  numerosi reperti provenienti dagli scavi dell’area archeologica di Lilibeo, dalle Sovrintendenze di Palermo e di Trapani e anche di pezzi conservati precedentemente nel Museo Pepoli di Trapani e al Whitaker di Mozia.  

Nel 2005 il Museo si è arricchito di un reperto straordinariamente  bello, la Venere Callipigia, statua scolpita   un unico blocco di marmo cristallino di provenienza pare rodio-asiatica ritrovata  senza la testa vicino alla Chiesa di San Giovanni Battista.  La statua intera, che  doveva misurare circa un  metro e settanta  di altezza, rappresenta la dea Venere, figura nuda con vesti drappeggiate sotto ai fianchi.  Potrebbe trattarsi di una copia romana di Afrodite, del  primo o secondo secolo d.C. dell’originale ellenistico del secondo secolo a.C. 

Un’altra statua copia romana di originale greco del quinto secolo a.C. è il Guerriero rinvenuta in mare, baia a nord di Capo Boeo nel 1957in marmo bianco cristallino. La figura maschile ignuda mostra uno scudo rotondo, la clamide ripiegata sul braccio sinistro e il balteo con la spada corta riposta nel fodero.

www.baglioanselmi


Autore: Giovanna Dal Magro

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