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Alberi abbattuti: ecco come verranno usati

Si farà trasporto, deposito e lavorazione di oltre un milione di metri cubi di legname

Alberi abbattuti: ecco come verranno usati. Si farà trasporto, deposito e lavorazione di oltre un milione di metri cubi di legname. Nei giorni immediatamente successivi al maltempo del 29 ottobre scorso la priorità è stata quella di mettere in sicurezza e liberare le vie di comunicazione della provincia. Ora occorre capire come gestire l'enorme quantità di legname accumulatosi nei boschi altoatesini: si stima che siano almeno un milione i metri cubi di materia prima da recuperare, stoccare e utilizzare. Solo in un secondo momento si potrà affrontare il capitolo di una eventuale riforestazione.

Il gruppo di lavoro riunito al Dipartimento Agricoltura e Foreste, ha già deciso le priorità per il futuro: anzitutto il legno utilizzato in Alto Adige dalle segherie e per la produzione di energia da cippato provenga dalla provincia stessa e non venga acquistato da fuori.

Occorre mappare il fabbisogno interno e la capacità di consumo di cippato, di legna da ardere e di legno da utilizzare per costruzioni, arredamento e altre applicazioni. Occorre inoltre capire dove poter stoccare il legname raccolto dai boschi, fintato che esso non verrà commercializzato, così da proteggerlo dal deterioramento dovuto all'umidità o ai parassiti. Occorre inoltre stabilire un prezzo indicativo per la materia prima.

Quanto al finanziamento dei lavori di recupero e stoccaggio del legname, si valuta l'istituzione di un fondo di rotazione per finanziare anticipatamente investimenti e acquisto di legname. Anche rispetto al tema del trasporto occorre valutare quanto margine di manovra consenta l'attuale stato di emergenza.

L'obiettivo è quello di utilizzare internamente l'intero quantitativo di legname, ha sottolineato Peter Prader, rappresentante delle circa 100 segherie dell'Alto Adige. Gran parte delle segherie ha però già acquistato il legname da lavorare durante l'inverno e dunque le forniture sono già praticamente al completo fino a primavera.Delle circa 70 centrali di teleriscaldamento altoatesine 50 sono membri dell'Unione Energia Alto Adige, che svolgerà attraverso i propri associati un sondaggio sulla capacità ricettiva di cippato. La necessità di procedure snelle e poco burocratiche per gestire la situazione eccezionale venuta a crearsi è evidente.

Anche in Trentino si cercano soluzioni gestionali. Tutti d’accordo su una cosa: il legname a terra, colpito dalla furia del vento, deve essere valorizzato nell’ambito della filiera trentina. All'indomani del cataclisma che ha colpito circa 7000 ettari del patrimonio boschivo trentino, lasciando a terra 2 milioni di metri cubi di alberi è già attivo un gruppo di lavoro che coinvolge i proprietari forestali, Consorzio dei Comuni, le Asuc, Magnifica Comunità di Fiemme e Regola Feudale di Predazzo, il sistema delle imprese e i liberi professionisti del settore forestale, con l’obiettivo di condividere le varie azioni da mettere in campo nel più breve tempo possibile nell'ambito di un approccio di sistema.

Il dirigente generale del Dipartimento della Pat, Romano Masè, ritiene necessario che venga definito il ruolo di tutti i soggetti coinvolti, per affrontare con tempestività la pianificazione urgente delle azioni necessarie, che vanno dal ripristino della viabilità forestale al recupero della biomassa legnosa, fino alle attività di ricostruzione dei popolamenti forestali distrutti dall'evento.

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