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Onde gravitazionali: aveva ragione Einstein

Nobel agli scienziati che hanno collaborato con Trento

Einstein l’aveva capito esattamente cento anni fa quando descrisse le onde gravitazionali, che costituiscono il caposaldo della Teoria della relatività generale. Ma non aveva potuto rilevarle. 

Le onde gravitazionali oggi hanno conquistato il Nobel. L’Accademia svedese delle scienze ha conferito il massimo riconoscimento scientifico ai tre fisici americani Rainer Weiss del Massachusetts Institute of Technology, Kip Thorne e Barry Barish del California Institute of Technology "per il contributo decisivo al rilevatore Ligo e all'osservazione delle onde gravitazionali".Quando vennero osservate per la prima volta nel 2015 dall'antenna americana Ligo fu il gruppo Trento-Padova – che per l’Università di Trento vede coinvolto in prima linea il Dipartimento di Fisica – a giocare un ruolo fondamentale nel intercettare il segnale. Così Trento e la sua università oggi esprimono soddisfazione per il conferimento.

Il 27 settembre - come si ricorderà - c'era stata la conferma  della prima osservazione congiunta di onde gravitazionali da parte di tutti e tre i rilevatori che confermava la tesi di Einstein. L'annuncio venne nell’ambito del G7 Scienza di Torino. Kip Thorne e Rainer Weiss furono ospiti a Trento nel 2001 per partecipare al meeting dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e della NASA per il progetto spaziale LISA Pathfinder. In quella occasione visitarono anche i laboratori del Dipartimento di Fisica dell’Università di Trento. Ad accompagnarli il professor Stefano Vitale, principal investigator della missione, che oggi commenta: «Il riconoscimento del Nobel corona due anni di trionfi nel campo, la prima osservazione di LIGO, l’entrata in funzione di Virgo, il successo di Lisa Pathfinder, e 50 anni di lavoro di una comunità internazionale di scienziati entusiasti e coraggiosi».

Ma di cosa si tratta in particolare? Di un segnale di onda gravitazionale, prodotta dalla coalescenza di due buchi neri di masse stellari, misurato con inedita precisione dai due rilevatori di LIGO (Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory), che si trovano negli Stati Uniti, a Livingston, in Louisiana, e a Hanford, nello Stato di Washington, e dal rivelatore VIRGO, che ha sede allo European Gravitational Observatory (EGO) a Cascina, vicino a Pisa, fondato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) italiano e dal Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS) francese.

La rete globale di interferometri Ligo-Virgo ha quindi aperto una nuova era per la scienza delle onde gravitazionali. Questo risultato dimostra il potenziale scientifico della rete globale di rilevatori di onde gravitazionali, che consente una migliore localizzazione della sorgente e la misura delle polarizzazioni delle onde gravitazionali. Si tratta della quarta rivelazione di onde gravitazionali prodotte dalla fusione di un sistema binario di buchi neri. Questo nuovo evento è rilevante non solo per l’astrofisica, ma anche perché è il primo segnale di onda gravitazionale registrato dal rivelatore VIRGO.

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