Scienza, Ambiente & Salute

Ötzi, l'uomo di Similaun

20 anni dall'apertura del Museo: 5 milioni di visitatori

Le ricerche non si sono mai fermate: si sa cosa aveva nello stomaco, si sa che venne ucciso, si conoscono le patologie di cui soffriva. Ötzi, continua ad essere una banca dati aperta sul passato. A quasi trent’anni dal rinvenimento il suo fascino resta intatto. La mummia si è rivelata una chiave di lettura che, grazie al lavoro del Museo archeologico, ha aperto le porte per comprendere il passato dell'umanità.

Il 15 settembre 2018, sono stati festeggiati i 20 anni di apertura del Museo Archeologico dell’Alto Adige – via Museo a Bolzano.

 Dopo il ritrovamento nel 1991 Ötzi, l'uomo venuto dal ghiaccio, venne dapprima trasferito a Innsbruck e quindi a Bolzano, dove trovò spazio nell'edificio di via Museo che in passato aveva ospitato la Banca austro-ungarica e la Banca d'Italia.

La direttrice del museo, Angelika Fleckinger, sottolinea che l’intento del museo resta sempre quello di "fare sì che i contenuti scientifici siano elaborati in modo da interessare e raggiungere il grande pubblico". Oltre 260.000 visitatori in media all’anno vengono assistiti da uno staff di 40 persone. Ed è  stata una famiglia di Lindau ad aver consentito di staccare il biglietto numero 5.000.000.  

Oliver Peschel, incaricato per la conservazione della mummia, sottolinea come quello di Ötzi sia anche un caso criminale su cui si è indagato molto.

Nel panorama internazionale dei musei archeologici, quello dell’Alto Adige si è assicurato un posto di rilievo. Dal ‘98 ad oggi l’edificio è stato sottoposto ad alcuni “lifting” per venire incontro alle esigenze dei visitatori.

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