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Lag Ba 'Omer, la Pasqua ebraica...di Tunisia

Isola di Djerba: la "Ghriba" a Erriadh il falò delle uova

(Erriadh - Isola di Djerba, Tunisia) -  Raggiungere l'isola di Djerba per la ricorrenza ebraica del Lag ba-Omer è tradizione molto sentita nel popolo della diaspora. Vi partecipa anche il Rabbi di Gerusalemme Raphael Cohen tra imponente dispegamento di uomini e mezzi in special equipaggiamento PHP, ovvero Protection High Personality.

In Tunisia ci sono almeno 3.000 ebrei, un migliaio nella sola isola di Djerba, dove giunsero in fuga dalla Palestina, fondando a Erriadh la sinagoga della Ghriba. Le fonti storiche fanno risalire il primo insediamento ebraico di Erriadh al 586 a.C. Arrivarono cioè dopo la distruzione del grande Tempio di Gerusalemme e la Sinagoga sarebbe stata costruita utilizzando proprio le pietre delle rovine del Tempio. A farlo fu la decima tribù d' Israele, fuggita da Nabucodonosor che aveva distrutto il tempio di Salomone.

Ogni primavera il cortile della sinagoga si trasforma in una grande festa con banchetti dove si mangia il cibo Kosher, seguendo la legge ebraica che vieta di consumare pietanze a base di carne e di latte. Lag Ba ’Omer è festa particolarmente sentita dalla comunità ebraica.

Bambini e ragazzi cercano piccoli pezzi di legno per accendere a sera un grande falò per cuocere patate e  cipolle. Nella cripta della sinagoga, una sorta di forno, gli uomini si introducono e depongono uova, sulle quali le donne scrivono un desiderio assieme al proprio nome, accendendo piccole candele. Lentamente il calore delle candele rende le uova sode, pronte per essere mangiate, e il rituale propizia pace, guarigione e fertilità. Secondo la tradizione le donne sterili la ritrovano. La festa prevede alcuni riti specifici: un candelabro a 7 braccia bardato di antiche vesti e omaggiato di fiori, viene trasportato per le vie di Hara Sghira mentre i fedeli, uniti in un corteo, pregano cantando e ballando.

Lag Ba'omer (in ebraico: ל"ג בעומר) è situata tra Pesach e Shavuot; più precisamente il 33º giorno dell'Omer, ossia il 34º giorno a partire dalla prima sera di Pesach; quindi nel periodo aprile - maggio del calendario gregoriano.  Gli abitanti di Erriadh si vantano di avere una delle Torah più antiche e preziose del mondo che la sinagoga Ghriba custodisce tra archi blu, vetri colorati, pareti tappezzate di splendide maioliche e argenti donati come ex-voto da ebrei di tutto il mondo. Qui si trova davvero dentro un pezzo di Israele.
Migliaia di pellegrini vengono da Tunisia, Algeria, Marocco, Stati Uniti, Italia e Francia e naturalmente Israele: il rito sacro che vi compiono è importantissimo.

La "Ghriba" è certamente la più antica sinagoga di tutta l'Africa e tra le più antiche del mondo. "Ghriba" vuol dire «isolata, solitaria», sia in arabo che in ebraico. Di fronte alla sinagoga, rivestita all' interno con maioliche policrome, si trova un grande edificio che si snoda attorno a cortili quadrati, costruiti all'inizio del secolo per ospitare i pellegrini. Nel cortile da cui si accede alla sinagoga, dove un tempo sostavano le carovane in arrivo dal deserto, si acquista con un dinaro il tradizionale cappellino maschile (kippah) e il sottile velo femminile per coprire capo e spalle. Solo chi li indossa, dimostra la propria umiltà davanti a Dio, perciò può essere ammesso all’interno delle stanze di preghiera.

Tra Pesach e Shevuot non si possono celebrare matrimoni e quindi la festa spezza il rigore dei mesi che la precedono, sette settimane post-Pasqua ebraica che finiscono nel 33° giorno. Lag Ba’Omer è una festa allegra, attesa ed amata.

Nella sinagoga si entra scalzi e tra le colonne targhe in argento (simili ai nostri  ex-voto) provenienti da tutto il mondo stanno a dire che le comunità che le hanno donate hanno compiuto il loro atto di venerazione. E la sfida è entrare nella cripta dove c'è una pietra speciale: è considerata la più antica, anzi la prima pietra delle rovine del Tempio. Bisognava vedere l'intensità della preghiera del Rabbi di Gerusalemme Raphael Cohen per capire quanta fede il suo popolo riponga ancora sulla ricostruzione del Tempio.


Autore: Corona Perer

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