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Philippe Daverio, a proposito di lingue e cultura

incontri al Festival delle Lingue di Rovereto

Intervenuto al recente Festival delle Lingue di Rovereto, Philippe Daverio - poco prima di partecipare da relatore ai lavori dell'aula -  sostava con alcuni conoscenti dialogando ora in francese, ora in tedesco,  ora in inglese: con gran disinvoltura.

Storico dell'arte di fama ed enciclopedico dall'eloquio affascinante e autorevole, Daverio  ha da un lato messo in luce le potenzialità  linguistiche di cui oggi disponiamo e dall'altro fornito un autorevole punto di vista anche sul Trentino della cultura senza risparmiare – con la franchezza che gli è propria – giudizi persino taglienti.

Le lingue anzitutto: Daverio è partito da una constatazione, ovvero oggi disponiamo di  un bagaglio infinito di conoscenza, una quantità elevata di informazione che fa di questo momento un'era fantastica per l'homo sapiens. “Basti pensare alla mole di informazioni a cui può accedere in pochi secondi grazie a Wikipedia” . E allora giocare con le parole è fondamentale, ma spesso assistiamo ad un linguaggio impoverito proprio da quelle tecnologie che ci hanno permesso di evolverci. E allora la sfida per chi educa è un'altra.

“Con questo bagaglio infinito di cui oggi disponiamo,  l'obiettivo non è fare una testa piena, perché quella sta nella memoria del nostro cellulare. E' semmai fare teste ben fatte”.

La cultura e l'intelligenza di un individuo hanno poi a che fare con l'habitat in cui l'individuo muove. Dichiarandosi innamorato di Rovereto ha poi aggiunto che questo habitat, questa città, ha tutto ma proprio "tutto" per essere felice. “Con il Museo che avete di cosa vi lamentate? Solo che dovete farlo funzionare. In passato vi siete fatti sentire, ai tempi della Direzione Belli. Ma dopo non c'è più stata una forte programmazione. Se si considera il rapporto tra numero abitanti e presenze avete portato qui tre volte il numero dei residenti, il problema è che avete perso il Comandante in Capo: dopo Gabriella Belli, la donna di potere che viene dopo solo a Caterina di Russia e la Regina Vittoria, non c'è stato più il Mart di prima”.

Che fare dunque per recuperare? "Appunto questo: una forte programmazione" dice Daverio. Di più. “Siete in un territorio piccolo e con 4 musei talmente forti che vi basta mettere in rete Muse, Buonconsiglio, Mart e Casa Depero  per diventare una forza nazionale”.  L'assessore provinciale alla cultura ha avuto così un impensabile assist per il cda unico che guarda caso ha dichiarato pochi giorni dopo.

Daverio non ha risparmiato qualche bordata che il cronista fedele non può evitare di riferire. “Dico che può farlo il Trentino perchè è il vero sistema museale di questa regione: a Bolzano c'è infatti un museo demente che combina solo guai, quindi il Trentino non ha eguali come offerta museale”.

E allora? “Allora servono fuochi artificiali: da sparare molto in alto. Perché siete lontani e si devono vedere da lontano”.  Assessore e Direzione Mart hanno di che riflettere.

 


Autore: Corona Perer

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