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Beneficenza made in Brexit: il caso Manchester

di Margherita Vitagliano

Non vi parlerò della May o della Brexit, né del piano segreto (sempre che ci sia) per mettere al riparo i reali in caso di tumulto per la Brexit, anche se sono seriamente preoccupata per le mie scorte di parmigiano.

Voglio ritornare alla classifica delle cose belle che ci sono qui, voglio parlarvi dello spirito di solidarietà e beneficenza di questo popolo, non so’ da dove sia nato, ma vi assicuro che è meraviglioso. Un esempio?

Dopo l'attentato nell’arena a Manchester, il simbolo della città - che è un'ape - è iniziato ad apparire ovunque. Magliette con l’ape, adesivi, calamite, addirittura statue realizzate da artisti esposte in giro, il tutto per un unico motivo. Raccogliere fondi a favore delle vittime dell’attentato.

L'estate scorsa api giganti decorate da artisti erano state esposte per le strade di Manchester, poi sono state vendute all'asta x beneficenza. Una è arrivata qui ad Altrincham non si chi l'abbia comprata, sta sotto ad un palazzo poco distante da casa mia.

Ma la cosa che mi ha sbalordito è stata una notizia ascoltata di recente alla radio. La notizia diceva che la raccolta fondi era stata sospesa perché avevano raccolto più del dovuto. Raccolta fondi... sospesa? Pensate se una cosa può succedere in Italia.... Noi non impariamo di solito mai nulla dalle tragedie?

Terremoti, alluvioni, valanghe, ponti che crollano. L’unica cosa a cui pensiamo in Italia è la ricostruzione, ma qualcuno subito anche a come metterci le mani. Ci sono persone in Irpinia - dalle mie parti - che vivono nelle baracche dopo il terremoto 1980, perché non avevano le conoscenze giuste. E ci sono anche persone che sono riuscite a trasformare una capanna in una lussuosa villa. Magia, evidentemente.

Del resto mago Merlino era inglese, non italiano. E muoveva i suoi passi durante  il regno di Re Artù  leggendario condottiero britannico che, secondo le storie e i romanzi medievali, difese la Gran Bretagna dagli invasori sassoni tra  V e VI secolo. Tutt'altra storia.

Ah beh, si bè.


Autore: Margherita Vitagliano

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