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Pinerolo, cuore medievale e signorilità sabauda

Itinerari Italiani: nella città culla della Cavalleria

Un cuore medievale, una storia sabauda e una corona di monti di straordinaria bellezza tra i quali svetta per bellezza la cima innevata – a quota 3800 metri - il Monviso. Pinerolo è una di quelle città coccole da mettere in agenda per un week end tra arte, storia e gastronomia. Andando verso il Sestriere è una tappa obbligata, è il fuori porta dei torinesi che qui fanno tappa nelle prestigiose cioccolaterie ed hanno tanta della loro storia.

“Città alle porte d'Italia” scrisse de De Amicis che è un Pinerolese di adozione, territorio affacciato su quel mondo francese che ha condizionato pesantemente la sua storia e cultura. Il continuo fronteggiarsi tra Italia e Francia. l'hanno resa una  cerniera naturale e una piattaforma militare e l'urbanistica cittadina ne porta evidenti le tracce.

Celebre la Scuola di Cavalleria che qui è nata. Dunque un distretto culturale e ambientale di grande interesse dove anche la libertà religiosa è stata chiamata a delicate sfide con la chiesa cattolica posta a pochi passi da quella valdese. Il centro storico di impianto medioevale, catapulta il visitatore dagli austeri edifici del  '200, che portano alla memoria antichi potentati come quello dei Principi di Acaia, all'epoca napoleonica che occhieggia da ville, distretti militari ed ex-caserme.

Ragguardevole traccia identitaria è la casa del Senato, fatta costruire da Ludovico d'Acaia come sede della Curia nella XV secolo. Il Palazzo si presenta integro nelle primitive strutture. E' qui che nel 1713, Vittorio Amedeo II installò il Senato del pinerolese con giurisdizione su tutto il Piemonte.

Ecco perché scherzando - ma non più di tanto - i pinerolesi dicono che Torino si trova in provincia di Pinerolo. Oggi la Casa del Senato è un museo che ospita la storia della Pinerolo di età romana.

Salendo le vie si arriva a Piazzale San Maurizio, luogo panoramico da cui si può vedere una splendida vista sulla città, sulla pianura Pinerolese e le Valli Valdesi. Passeggiando tra viuzze e monumentali portici, tante le botteghe storiche ancora vitali e ben preservate giustamente orgogliose delle loro insegne storiche liberty. Il cuore commerciale è ricco e variegato, passeggiare per lo struscio è un piacere. I palazzi storici fanno trapelare antichi cortili nascosti e una nobiltà discreta.

L'offerta culturale è  ricca: si può visitare il Museo Storico del Mutuo Soccorso, la pinacoteca di Palazzo Vittone (che si affaccia su una magnifica a ampia piazza dove ogni sabato si svolge un affollatissimo mercato settimanale) e il Museo Militare ospitato nel palazzo che per quasi un secolo fece da comando generale della Cavalleria di cui Pinarolo è la culla.

Unico in Italia nel suo genere, il Museo Militare offre su oltre 6000 metri quadrati la storia militare, l'evoluzione delle uniformi tra bandiere, medaglie e decorazioni, carrozze e mezzi corazzati. Su tre piani è raccontata di fatto la storia d'Italia e non può non emozionare in questo 2018  che segna il centenario dalla fine della Grande Guerra, le uniformi dei soldati. Pensare che ognuna è stata indossata, che in ognuna ha abitato una vita, emoziona. Bella anche la raccolta fotografica dedicata alla Cavalleria che incarna la storia cittadina.

E a proposito cavalleria non può sfuggire la bellezza dell'edificio della Cavallerizza Caprilli posto vicino alla ex-caserma Bochard e nel Quadrilatero delle istituzioni militari. La cavallerizza Caprilli ha reso Pinerolo celebre nel mondo: è infatti il più grande maneggio d'Europa al coperto. Costruita dal genio militare in un solo anno (tra 1909 e il 1910), è intitolata al capitano Federico Caprilli ideatore del sistema naturale di equitazione al quale nel piazzale antistante è stato eretto anche una stele. E appena fuori dalla cintura urbana un'altra imperdibile bellezza: il Castello di Miradolo divenuto importante centro culturale e circondato da un Parco monumentale con alberi imponenti e di rara bellezza, alcuni di questi quasi millenari ( > lo raccontiamo qui)

Consigliamo di destinare a questo itinerario un week-end soggiornando nel centralissimo Hotel Regina, posto in posizione strategica, sia per chi arriva in auto che per chi arriva in treno. E' un locale storico che ha celebrato 90 anni di vita. Dotato di una comodissima dependance offre sia la pensione completa che la formula del residence. Ottima la cucina e imperdibile il piatto forte della casa, il fritto misto alla piemontese.

Merita una tappa obbligata l'antica Pasticceria Castino, in Piazza Duomo depositaria della tradizione del Michelangelo del cioccolato (> ve la raccontiamo qui). A pochi passi dall'antico locale dove una sosta dolce o salata riserva per il palato emozioni memorabili, c'è il raffinato Ristorante Piazza Duomo dove degusare gli agnolotti di arrosto (ma ottimo è anche il pesce e la cucina flambè espressa).  Il ristorante, molto apprezzato anche dai giovani consente una sosta di alta gastronomia (a partire da Euro 30,00 con menù degustazione completo a 38,00 euro, bevande escluse).

 

fotoservizio: O.Galletti
(riproduzione vietata)


Autore: Corona Perer

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