Arte, Cultura & Spettacoli

Pompei e i Greci - di ANNA LORENZETTI

Scavi di Pompei, Palestra Grande dal 12 aprile al 27 novembre 2017

(Pompei 12 aprile 2017 - foto ©Stefano Bonomelli) - La mostra inaugurata a Pompei è la prima tappa di un programma espositivo realizzato congiuntamente con il Museo Archeologico di Napoli: da qui, a giugno, si inaugurerà una mostra dedicata ai miti greci, a Pompei e nel mondo romano, e al tema delle metamorfosi.  L’allestimento espositivo, che occupa gli spazi della Palestra Grande di Pompei, è progettato dell’architetto svizzero Bernard Tschumi e include tre installazioni audiovisive immersive curate dallo studio canadese GeM (Graphic eMotion). Sono oltre 600 i reperti esposti tra ceramiche, ornamenti, armi, elementi architettonici, sculture provenienti da Pompei, Stabiae, Sorrento, Cuma, Capua, Poseidonia, Metaponto, Torre di Satriano e ancora iscrizioni nelle diverse lingue parlate -greco, etrusco, paleoitalico-, argenti e sculture greche riprodotte in età romana.

"Pompei e i Greci" è un'esposizione che trasuda armonia ma che soprattutto nel suo valore scientifico-divulgativo racconta la storia meravigliosa di intrecci millenari di popoli, di scambi di merci e di culture in un allestimento mirabile, dove oggetti, pensieri e storia dialogano e si fondono. Curata dal Direttore generale di Pompei Massimo Osanna e da Carlo Rescigno (Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli), è promossa dalla Soprintendenza Pompei con l’organizzazione di Electa.

"La grande sfida - ha detto il sovrintendente Massimo Osanna - è stata quella di portare a Pompei un pezzo di storia contemporanea letto con gli occhi dell'antichità. Questa nostra terra (ma tutte le terre) si è trasformata grazie ad un incessante flusso  di migrazione. I saperi si sono sovrapposti in un incastro continuo". Le identità che si sono fuse si sono nutrite delle diversità dei popoli. La materia che compone la mostra è quella del mare. L'acqua che trasporta le conoscenze, l'acqua che inghiotte le tante meraviglie, le custodisce nei secoli e le restituisce ai nostri sguardi stupefatti.

Per questo motivo la mostra si apre presentando la sagoma di un "lontro"un'imbarcazione arcaica semplice lunga e flessuosa come una piroga.
Partendo dalla foce del fiume Sarno trasportava le merci frequentando i piccoli scali commerciali, scambiando manufatti etruschi con merci italiche e greche; così si promulgavano alleanze, si approfondivano conoscenze facendo in modo che le genti convivessero pacificamente. Questa bella mostra descrive il grande fascino di una storia millenaria, di identità multiple, di linguaggi incrociati che hanno costituito l'ossatura  di due mondi separati ma uniti da quello che abbiamo chiamato "mare nostrum".

È stupefacente vedere come in due bacheche allineate, oggetti di risulta di un immondezzaio pompeiano siano del tutto simili a quelli di una discarica ateniese. Anche in quelle epoche lontane le genti vivevano utilizzando i medesimi oggetti in una sorta di società globalizzata unita dai flussi mediterranei. Proprio come nel tumultuoso viaggio di Odisseo da Oriente ad Occidente i manufatti viaggiavano nelle stive delle navi portando con sé il racconto dei miti, le storie degli uomini, la sapienza degli artigiani. Ora sono per noi i testimoni preziosi di un racconto muto, affascinante e coinvolgente.

La sottomissione a tanta raffinatezza non può che consolidare un pensiero di gratitudine: siamo certamente dipendenti, la bellezza l'abbiamo imparata, ci è stata donata, o l'abbiamo rubata e poi clonata, insomma e' la Grecia la maestra ammaliatrice.

Lungo il percorso espositivo, sotto i nostri occhi increduli si compone un mondo variegato di genti, che parlavano lingue diverse ma che spesso condividevano usanze, costumi, mode,financo i culti religiosi. Finche' il mondo greco, così esotico ed affascinante non  divenne un modello per vivere "a la page" per nobili e ricchi pompeiani. Le meravigliose opere d'arte che possiamo ammirare in questa mostra, come "l'Apollo lampadadoforo"  è l’immagine simbolo di questa esposizione da non perdere.


Autore: Anna Lorenzetti

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