Arte, Cultura & Spettacoli

Fontana di Palazzo Venezia, parte il restauro

E' finanziata dalla Rigoni di Asiago - di Mariella Morosi

La grande bellezza di Roma appartiene a tutti ed è sempre una piacevole sorpresa scoprire iniziative volte a renderla ancora più godibile, contrastando le inevitabili offese del tempo e del degrado urbano. Un progetto di valorizzazione della fontana “Venezia sposa il mare”, posta all’interno del giardino di Palazzo Venezia, è partito dal Veneto per iniziativa della Rigoni di Asiago, che opera nell'alimentare biologico con un forte impegno in ambito sociale e culturale. La fontana, opera di Carlo Monaldi, costruita nel 1730 nella corte grande di Palazzo Venezia per incarico dell’allora ambasciatore della Repubblica Veneta, Barbon Morosini, verrà restaurata secondo un progetto firmato dalla società Fondaco Italia in collaborazione con il Polo Museale del Lazio e con l’Archivio di Stato di Venezia.

A presentare l’iniziativa nella Sala Altoviti di Palazzo Venezia sono venuti a Roma Andrea Rigoni, amministratore delegato del gruppo, e il presidente della Fondaco Italia Enrico Bressan che insieme a Edith Gabrielli del Polo Museale del Lazio e alla direttrice di Palazzo Venezia, Sonia Martone, hanno spiegato il significato e i particolari  del progetto che restituirà all’opera tutto il suo splendore entro il prossimo luglio.

Palazzo Venezia  fu costruito a partire dal 1455, quando il cardinale veneziano Pietro Barbo, fu nominato titolare della Basilica di San Marco. Eletto pontefice qualche anno più tardi con il nome di Paolo II (1464-71) promosse l'ampliamento dell'edificio con il nipote Marco Barbo, che gli successe al titolo della Basilica. Nel 1929 il Palazzo fu scelto da Benito Mussolini come sede del governo fascista. Il suo  studio personale divenne la Sala del Mappamondo in cui si apre il celebre balcone settecentesco.

Tra gli interventi di quegli anni è lo  scalone monumentale, progettato da Luigi Marangoni, per  celebrare i territori conquistati all'Austria nella Terza Guerra d'indipendenza (1866) e nella prima Guerra mondiale (1915-18). Questo di Roma non è il primo intervento di valorizzazione di un bene culturale che effettua la Rigoni: in precedenza era entrato nella partnership per il restauro del milanese Atrio dei Gesuiti, l’entrata storica del prestigioso Palazzo di Brera, e a quella per il restauro dell’originale della statua di San Teodoro - il primo Patrono di Venezia- che si trova nel Palazzo Ducale.

Il ponte culturale costruito tra l’azienda di Asiago e la capitale vuole avere anche il significato e i valori che hanno permeato lo spirito dell’azienda in quasi un secolo di vita: il recupero delle tradizioni , il gusto per la ricerca, l’arte di creare e produrre qualità. Altre iniziative del gruppo veneto saranno sviluppate nel giardino che circonda la fontana, aperto al pubblico, come l’organizzazione di eventi e merende per le famiglie che verranno ad ammirare il sito restaurato.

“Con questa iniziativa di ‘responsabilità sociale d’Impresa’ – ha detto Andrea Rigoni-  vogliamo contribuire a ridare il giusto valore ad un monumento e ad un luogo che da sempre sintetizzano e rappresentano il legame tra il Veneto e la Capitale. Siamo convinti che le aziende abbiano il dovere di restituire al territorio quello che il patrimonio culturale dell’Italia ci offre in termini di bellezza e notorietà nel mondo”.

”Desidero sottolineare – ha detto Enrico Bressan di Fondaco Italia- che tutto questo si realizza grazie ad una famiglia di imprenditori impegnata in una produzione eticamente qualitativa. La Rigoni di Asiago è partner di FederBio, la Federazione Italiana Agricolutura Biologica e Biodinamica e partner di “Cambia la Terra” progetto culturale per far crescere la consapevolezza  su danni  dell’agricoltura chimica alla salute e all’ambiente”.

La fontana “Venezia sposa il mare” è formata da una grande vasca ellittica, con bordo a fior di terra, fiancheggiata da un corridoio con due lunghi sedili in pietra con quattro graziosi puttini che sostengono gli stemmi dei territori d'oltremare conquistati da Venezia: Cipro, Dalmazia, Morea e Candia. I putti recanti gli scudi con i nomi delle conquiste veneziane vennero aggiunti nel 1930. Nella vasca numerosi pesci in travertino gettano zampilli d'acqua mentre al centro, su una doppia conchiglia sostenuta da tritoni, si erge una statua marmorea raffigurante Venezia, in fiero atteggiamento, con il corno dogale sul capo e in atto di gettare l'anello nuziale per lo sposalizio del mare.

Ai suoi piedi figura da una parte il leone alato di S. Marco con un libro aperto, dall'altra un sorridente puttino che svolge un rotolo con un iscrizione in latino che ricorda che la fontana fu costruita non solo a vantaggio degli abitanti del palazzo, ma anche di quelli vicini e che la deviazione dell'Acqua Vergine da piazza di Trevi fu dovuta alla munificenza dei pontefici Alessandro VIII Ottoboni (1689-1691) e Benedetto XIII Orsini (1724-1730). Il restauro vero e proprio sarà anticipato da un’attenta analisi delle superfici accompagnata da indagini diagnostiche, al fine di evidenziarne i degradi, i fattori inquinanti e gli interventi a cui sono state sottoposte in passato.

Conclusi i cicli necessari e la pulitura anche degli elementi di ferro potrebbe essere necessaria l’applicazione un film trasparente e impermeabile ma traspirante. Tale opportunità verrà valutata soltanto se necessaria e dopo le verifiche post consolidamento.


Autore: Mariella Morosi

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