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Polesine la terra tra i due fiumi

Il Delta del Po

Rovigo e il Polesine è la "terra tra due fiumi".  La cosa più sorprendente è che qui una vacanza di mare può avere delle caratteristiche uniche. Sì: mare. Perchè  - nel Delta - si è tra due fiumi (Po e Adige) e in faccia al Mar Adriatico.  Questa terra è da molti anni Parco Delta del Po, un ventaglio naturale disteso su sette rami che il Grande Fiume ha creato insieme all’uomo e che ha radici antichissime.

La bicicletta è probabilmente il mezzo più bello per goderne (state tranquilli: sorprendentemente ci sono meno zanzare che in città), ma il mezzo ideale è visitarlo in barca per una escursione che resterà fissa nella memoria e che permette di addentrarsi tra i canneti, in una natura incantevole e selvaggia, lungo argini e golene dove sfilano in bella mostra molte “vedette” dell’avifauna tipica: aironi cinerini, rarissimi esemplari (li abbiamo fotografati) di airone rosso africano, e poi aironi bianchi, garzette, anatre di ogni tipo e gli immancabili gabbiani, cormorani, i fenicotteri rosa che anche nelle valli del Delta del Po trovano da anni una dimora prediletta. Lo spettacolo è di quelli da rimanere a bocca aperta.

Questo territorio offre orizzonti che si perdono, un battito d'ali improvviso di uno stormo di gabbiani, coltivazioni di insalata a perdita d'occhio, un campo di papaveri tra acque e lagune, un rudere in mezzo al fiume. Contribuisce quindi a pieno titolo al Belpaese con il suo patrimonio naturale, ma anche con quello artistico, culturale, enogastronomico.

Da provare assolutamente il tour in barca tra canneti e la fitta vegetazione ripariale dell’immensa Sacca degli Scardovari, il più grande orto di mitili dell’Alto Adriatico. Questa è la terra della "Cozza Dop della Sacca di Scardovari" unica e inimitabile per il suo sapore dolce e salato, dato da un habitat marino e fluviale al tempo stesso.

Ma la provincia di Rovigo offre lungo le sue vie arginali anche un affascinante terraferma.  Seguendo il Canal Bianco si raggiunge Adria dove il Museo Archeologico Nazionale ricorda l’importanza della cittadina per i ritrovamenti di arte greco-romana-etrusca.  Il Giardino Botanico di Porto Caleri con i suoi 40 ettari esplorabili attraverso sentieri di diversa lunghezza, è testimonianza preziosa dell’evoluzione geomorfologica avvenuta nei 400 anni che ci sono voluti per far nascere nella sabbia piante amanti di sole e sale, proliferate superando dune e diventando teatro naturale di una fauna festosa, "cantante" giorno e notte. L’ultimo stadio evolutivo di questo ambiente naturale si manifesta nella fitta pineta, in estate capace di trattenere tutto il calore e di rilasciarlo d’inverno. La visita è possibile anche per turisti non vedenti accompagnati, perché alcuni sentieri sono stati attrezzati con elementi tattili e schede in alfabeto braille, un’esperienza unica anche per chi desidera imparare a guardare “oltre” (apertura: mar-gio-sab-dom h 10-13/16-19 – entrata euro 2,50)

Rovigo, è non solo il capoluogo ma il punto mediano del Polesine. Da qui si può decidere di seguire verso ovest il fiume Adige, scoprendo Lusia e i suoi orti, Lendinara con la riviera dove si affacciano palazzi, ville con favolosi giardini, dove il turista trova la sua pista ciclabile che congiunge l’Adige con il Po. Oppure Fratta Polesine e le sue ville, Badia Polesine con la sua Abbazia della Vangadizza, ma anche piccoli borghi come Trecenta e i suoi gorghi, un'area protetta diciarata SIC cioè di interesse comunitario  dove anche qui è l'acqua a fare da regina.

 

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Autore: Corona Perer

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