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Ryanair, costretti al prioritario

Tutto il bagaglio va in stiva, a bordo solo con la borsetta

Due bagagli a mano ma solo se si acquista il pacchetto Premium, altrimenti dal 15 gennaio si sale solo con borsa o zainetto: niente trolley. E attenzione niente borsoni: le misure sono chiare: 35 x 20 x 20 cm in modo da sistemarli agevolmente sotto il sedile davanti al passeggero. Il resto? In stiva, gratuitamente e a prescindere dalle dimensioni.

La rivoluzione Ryanair conferma la politica no-friendly della Compagnia che sarà anche la più conveniente ma anche la meno simpatica del panorama aereo. A fare la differenza sarà quindi il tipo di biglietto acquistato: per usufruire del doppio bagaglio bisognerà aver acquistato l’imbarco prioritario, cioè la possibilità di salire sull’aereo prima degli altri passeggeri, o tariffe non base. 

La mancata osservanza di queste nuove regole comporterà il pagamento di 50 euro all'imbarco. Alla compagnia piace il cash.

Ryanair non smette di stupire: ha minaciato i suoi piloti perchè scioperavano, ne ha persi molti causa stress, ha lasciato passeggeri a casa mettendo a posto conun binus da 80 euro, si è ritirata dalla corsa per Alitalia che definì una "distrazione" inutile.

Che il colosso low-cost sia in declino è evidente. Paga le politiche con le quali ha conquistato i mercati. Ma vendendo  più di quanto potesse realisticamente "volare" la scorsa estate è andata verso il tracollo a causa di un marketing selvaggio, tra prenotazioni online di portali cresciuti come i funghi. Attirati dai voli a prezzi stracciati c'è chi ha comprato a lungo termine e a occhi chiusi e l'azienda si è trovata in casa con un ordinativo voli non corrispondente nè agli operativi nè allo staff interno, che peraltro da tempo rumoreggiava per lo stress.

Il marketing spinto e selvaggio non ha avuto conseguenze indolori. Ryanair aveva un difetto storico rilevato subito da chi prima volava su compagnie di bandiera e non ha potuto resistere alle offerte vantaggiose: la scarsa simpatia del suo staff, la ruvidezza delle regole, i clienti separati con corde come mandrie di diversa pezzatura per distingere tra "priority" e non, le lotterie a bordo, la vendita di posti in piedi (!).  La Compagnia un anno fa si accorse di essere in coda ad ogni classifica per gentilezza e qualità del servizio e avviò una campagna promozionale. Ma il lupo perde il pelo e non il vizio e di recente ha iniziato a imbarcare le valigie d'ufficio a campione, anche i trolley, per ricostituire il mercato della stiva... a pagamento. Finalmente ci è riuscita.

E intanto ha tagliato con la mannaia. Ci saranno 25 aerei in meno  da aprile 2018, sicchè il traffico diminuirà da tutti gli aeroporti che grazie a Ryan hanno avuto una seconda vita: si pensi a Bergamo e Trapani. Il traffico annuale attualmente di 131 milioni di passeggeri si ridurrà a 129 milioni, e la compagnia pagherà le conseguenze: il costo totale delle cancellazioni di voli è sui 25 milioni di euro.

Vengono tagliate 34 rotte di cui 11 in italia, e 7 riguardano Trapani il più danneggiato degli aeroporti. Ryan spiega che questo consentirà di ripianare i problemi di turn-over personale, pertanto non acquista nemmeno i 90 aerei da Alitalia come previsto dal piano risanamento della nostra compagnia di bandiera. Insomma una vera debacle.

La decisione di far volare 25 aerei in meno a partire da novembre fino a marzo 2018 coinvolge 400 mila persone che hanno effettuato la prenotazione. Cosa succede a queste persone? La compagnia aerea ha mandato una email che offre «voli alternativi o un pieno rimborso del biglietto. Hanno anche ricevuto un voucher da 40 euro (80 col ritorno) che gli permetterà di prenotare un volo Ryanair fino a marzo 2018».

E i 100 piloti che hanno lasciato l'azienda? Ryan fa sapere di aver assunto e addestrato oltre 650 piloti. La compagnia irlandese guidata da Michael O'Leary, ha superato, per numero di passeggeri nel 2016, Lufthansa, diventando il primo vettore in Europa. Fondata nel 1985 dall'uomo d'affari irlandese Tony Ryan ha avuto il suo boom nel 1997 quando ha potenziato le rotte europee e nel 2000 ha lanciato il sito di prenotazione on line.

E attenzione perchè una simile bolla potrebbe riguardare anche Volotea che vende voli a 9, talvolta 5 euro e divide i passeggeri che viaggiano in coppia per costringerli a pagare il posto per restare insieme. Pratiche che hanno tutto meno che quella componente "friendly" che per le compagnie aeree erano un tempo la regola e il minimo inderogabile. E che con il tempo si paga. Il caso Ryanair lo dimostra.

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