Scienza, Ambiente & Salute

Territori senza salute: gli Stati Uniti

I cittadini americani hanno un tasso allarmante di disagio

Negli Stati Uniti, uno dei problemi di salute più gravi riguarda le cosiddette "morti per disperazione". La mortalità per suicidio, droghe e alcool, analizzata nei diversi gruppi, vede un’incidenza più forte negli uomini che nelle donne e più alta nei bianchi che negli ispanici. La mortalità scaturisce dalla disperazione, dal dolore cronico, dall’ansia, in un contesto di benessere che diminuisce, tra la popolazione bianca. Dove c’è declino economico della classe operaia, c’è una sensazione di frustrazione, di disperazione, soprattutto tra i bianchi senza una laurea, molto pessimisti nei confronti delle loro prospettive.

I cittadini americani si stanno uccidendo ad un tasso allarmante. Dal 1999, quasi 2 milioni di statunitensi sono morti per cause collegate all'uso di droghe, all'alcool e ai suicidi. Le percentuali più alte si hanno tra i giovani e i bianchi di mezza età. Specialmente tra quelli che vivono in piccole città e aree rurali.

Come spiegare questi fenomeni? Quali sono le caratteristiche di queste aree degli Stati Uniti? Shannon Monnat dell'University Park della Pennsylvania, tentò una risposta al Festival dell'Economia 2017 analizzando uno dei più gravi problemi di salute pubblica degli Stati Uniti, denominato “le morti per disperazione”, ovvero per droga, alcool e suicidio.

Negli Usa, i media hanno sempre affermato che le morti non discriminano, ma la realtà è che i tassi di mortalità sono molto più alti in alcune zone e in alcune fasce sociali degli Stati Uniti. Questo è importante soprattutto quando si vanno ad analizzare i fattori scatenanti di queste morti. La mortalità per suicidio, droghe e alcool, analizzata nei diversi gruppi, vede un’incidenza più forte negli uomini che nelle donne e più alta nei bianchi che negli ispanici. Questi dati demografici sono un mistero, perché i neri hanno un punteggio basso, ma hanno anche uno svantaggio economico. In più, questo è un dato diverso rispetto al dato riscontrato in morti per altre cause.

Tradizionalmente i casi di suicidio sono più elevati nelle zone rurali (California del Nord, ad esempio), quelli di morte per droghe più alti nelle grandi zone metropolitane. Dopo il 2000 però, è avvenuto un aumento di morti di droghe nelle zone rurali. Se mappiamo queste morti, ci sono elevate incidenze nelle zone isolate, rurali, dove c’è tantissimo isolamento, dove non c’è rapporto sociale.

La mortalità scaturisce così dalla disperazione, dal dolore cronico, dall’ansia, in un contesto di benessere che diminuisce, tra la popolazione bianca. Questa epidemia sembra venire dal nulla, ma la libera prescrizione di oppiacei, ad esempio, è stata determinate. Dove il benessere è diminuito, dove c’è declino economico della classe operaia, c’è una sensazione di frustrazione, di disperazione, soprattutto tra i bianchi senza una laurea, molto pessimisti nei confronti delle loro prospettive. Molti si confrontano con le generazioni passate, quando la situazione era migliore e questo peggiora il loro pessimismo. Anche gli ispanici si confrontano con genitori e nonni, ma sembra che in questi gruppi ci sia la sensazione che siano stati fatti dei passi in avanti, sono ottimisti.

In questo è un paesaggio di disperazione, recentemente sono avvenute le elezioni presidenziali: esiste una relazione tra la vittoria di Trump e le zone degli Stati Uniti dove c’è un tasso di mortalità per disperazione più elevato. La performance strabiliante di Trump è avvenuta nelle aree più basso livello di istruzione, dove c’è molta disabilità, laddove c’è una alta quota di case abbandonate, una percentuale di separati e divorziati, dove c’è povertà, disoccupazione. Le persone che hanno votato Trump pensano che il sogno dell’America sia finito. Trump ha sfruttato le frustrazioni di queste regioni, con la sua illusione di “tornare” al passato.

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