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Europa, patria di tutti

E nella bandiera ci sono le radici cristiane. Lo svela il libro di Enzo Romeo

L'Europa è ancora senza una Costituzione e a suo tempo - malgrado i ripetuti e potenti richiami del mondo cattolico e dello stesso Vaticano - non seppe blindare le sue (evidenti) radici cristiane. Antonio Rosmini direbbe che l'essere venuta meno ai principi fondativi l'ha condannata alla debolezza. Eppure quella bandiera blu che sventola sugli edifici pubblici e ci richiama alla “effettiva presenza” dell'Europa nella nostra storia, contiene in sé un simbolo importante, tanto evidente quanto sconosciuto.

In un  libro appena pubblicato "Salvare l'Europa - il segreto delle dodici stelle" (Ed. Ave) Enzo Romeo,  giornalista e vaticanista Rai, ripercorre il “mistero” che si cela nel cerchio a dodici stelle della bandiera europea e spiega da dove trae ispirazione. In copertina appare lacerata dai venti del sovranismo populista ed il volume spiega le sue analogie mariane, svelando che la corona ed il manto azzurro 'sono' i simboli dell'Immacolata. “Salvare l'Europa significa ben più che vincere una tornata elettorale. Vuol dire preservare un patrimonio senza il quale il mondo sarebbe più povero” scrive Enzo Romeo.

Come è emersa questa pista di lavoro?
Da documenti che ho ritrovato negli archivi di Strasburgo e che dimostrano come la bandiera col cerchio stellato si ispiri ai simboli dell’Immacolata Concezione (le dodici stelle e il manto azzurro).
Possibile che un contenuto così importate sia ai più ignoto o comunque non sottolineato come meriterebbe?
Non mi stupirei più di tanto. La presenza di Maria nella storia è insieme imponente e discreta, tanto da essere sotto gli occhi di tutti e al contempo ignorata dai più.

C'è effettiva aderenza tra storia della bandiera e l'ipotesi di un richiamo a Maria ?
A Lei erano devoti coloro che lavorarono al progetto dell’emblema del Consiglio d’Europa, prima istituzione comunitaria, nata giusto settant’anni fa. L’idea fu del capo ufficio stampa, Paul Lévy, ebreo belga convertitosi al cattolicesimo durante la seconda guerra mondiale. Vi collaborò un disegnatore di Strasburgo, Arséne Heitz, che portava sempre indosso la Medaglia miracolosa, coniata in seguito alle apparizioni della Madonna a Rue du Bac, a Parigi.

Quando viene adottata la bandiera?
L’8 dicembre 1955 (nel 1985 diventerà la bandiera ufficiale anche della Comunità europea. L’adozione della bandiera da parte del Consiglio d’Europa avviene quindi in un giorno in cui la Chiesa festeggia l’Immacolata. Semplice coincidenza o qualcosa di più? Come che sia, è un fatto che a realizzare il sogno dell’unità europea contribuirono in modo determinante tanti cattolici: Schuman, Adenauer, De Gasperi e molti altri ancora. Uomini che non volevano “sventolare” la loro appartenenza religiosa, ma essere lievito che fa crescere la pasta del servizio e della fratellanza.

Il fatto che la bandiera richiami alla madre di Cristo, può paradossalmente essere pericoloso, ovvero fomentare integralismi di varia origine?
Il rimando ai simboli cristiani non deve né può essere la rivendicazione di una primazia, ma l’offerta di un terreno comune. Da esso deve trarre linfa la pianta dei cui frutti tutti possono nutrirsi, a prescindere da razze, fedi, origini e provenienze. Questa è la prospettiva che si evince dai discorsi sull’Europa degli ultimi pontefici, del cardinale Bassetti e del Presidente della Repubblica Mattarella che sono proposti nella seconda parte del volume.

L'Europa è ancora senza Costituzione  e sembra ancora distante dal popolo europeo. Questa tornata elettorale è sicuramente stata la più in salita di tutte quelle che l'hanno preceduta...
Le istituzioni europee, svuotate del loro propellente ideale, sono oggi percepite dalla gente come distanti e inutili: una grande e costosa macchina burocratica che pone vincoli e frena lo sviluppo, che si intromette impropriamente nella vita e negli affari dei singoli cittadini e degli Stati. Questa impressione fa dimenticare che grazie al processo unitario si è garantito all’Europa il più lungo periodo di pace della storia, che sono state riconosciute garanzie politiche e democratiche, che sono stati tutelati il diritto alla sicurezza, alla salute, all’educazione.

E dunque cosa possiamo attenderci per il futuro?
Le imperfezioni del sistema comunitario dovrebbero spingere non al suo affossamento, ma al superamento dei limiti attuali. Ciò sarà possibile se, oltre agli interessi particolari, si guarderà all’Europa come patria di tutti, generatrice e custode di valori condivisi, recuperando il sogno dei padri fondatori. Salvare l’Europa significa ben più che vincere una tornata elettorale. Vuol dire preservare un patrimonio senza il quale il mondo sarebbe più povero.


*Enzo Romeo
SALVARE L'EUROPA Il Segreto delle Dodici Stelle
Ed. Ave


Autore: Corona Perer

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