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Ambiente: dopo i Quad fermate il Jeep Camp

Sat ''Troppe aggressioni alla montagna''

La Sat aveva già preso posizione contro i quad “una vera e propria aggressione alla montagna”. Lo scorso anno venne anche redatto un documento sottoscritto dalle associazioni alpinistiche dell’area dolomitica Patrimonio Unesco tra Veneto, Regionale Friuli Venezia Giulia,  Provinciale Alto Adige ed Alpenverein Sudtirol, nel quale veniva rivolto un accorato  appello alle amministrazioni pubbliche per una netta inversione  di marcia relativamente al rilascio di autorizzazioni per raduni motoristici in zone delicate dal punto di vista naturalistico e paesaggistico.

E’ notizia dei giorni scorsi che l’organizzazione dell’evento “Jeep Camp 2019” in programma a S. Martino di Castrozza, prevede una tre giorni di circolazioni su circuiti motoristici assegnati, stia chiedendo all’Apt locale l’individuazione di una trentina di percorsi da destinare al raduno. La SAT ha già sostenuto la propria posizione attraverso l’adesione a un documento presentato e discusso all’interno del Comitato di Gestione del Parco di Paneveggio Pale di S. Martino.

Il documento invitava l’Ente Parco, interlocutore privilegiato della Comunità di Primiero, a proporre il proprio netto e forte invito al rifiuto nei confronti di iniziative come l’evento “Jeep Camp”.

Ma al di là di un doveroso sostegno al documento di contrarietà alla manifestazione   all’interno del Comitato di Gestione del Parco di Paneveggio, dove la SAT è rappresentata dalla presidente Anna Facchini, il sodalizio rivendica una propria storia in termini di sensibilizzazione indirizzate a scoraggiare questo genere di attrazioni.

“Nel 2017 venne sottoscritto un documento – ricorda la presidente Facchini - dalla SAT insieme dai Gruppi CAI Regionale del Veneto, Gruppo Regionale Friuli Venezia Giulia, Gruppo Provinciale Alto Adige ed Alpenverein Sudtirol, definendo il raduno dei Quad a Passo S. Pellegrino, una “aggressione alla montagna”. Da allora, ma anche relativamente ad altri eventi motoristici organizzati negli anni precedenti, non abbiamo cambiato opinione e vorremmo invitare le comunità locali a riflettere prima di concedere il nulla osta a questi eventi.

Una riflessione che ha sullo sfondo sicuramente una frontiera di carattere culturale nei confronti della frequentazione della montagna, ma non solo – ribadisce la presidente Facchini– A fronte di un probabile migliaio di persone (su un totale di 600 jeep coinvolte) che si divertiranno quanti saranno gli ospiti di S. Martino di Castrozza ad essere disturbati per un intero weekend da questo evento? Per non parlare del disturbo sugli eco sistemi alpini ed alla fauna selvatica! Ed ancora quale sarà l’eco di pubblicità negativa che verrà diffuso da coloro i quali non avranno gradito? I nostri ospiti non sono più gli stessi degli anni 80, la sensibilità ambientale ormai è molto alta, in tutti gli strati della popolazione italiana e soprattutto estera, si tratta di un dato rilevato a livello statistico che dovrebbe essere ben noto a chi si occupa di promozione e commercializzazione.

L’auspicio dunque è che non si consideri soltanto il mero ritorno economico immediato dei tre giorni del raduno, ma che venga valutato l’impatto dell’evento nel suo complesso. Un impatto che coinvolge la cultura di montagna, l’ambiente alpino, le sue caratteristiche e la stessa idea di frequentazione della montagna che deve stare alla base delle nostre scelte”.

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