Scienza, Ambiente & Salute

Coldiretti: la siccità impone piani straordinari

Il clima è cambiato, occorrono investimenti strutturali

L'estate bollente con temperature massime superiori di 2,2 gradi la media di riferimento e il vistoso calo di precipitazioni ha provocato una crisi idrica di portata storica. Gli incendi dolosi hanno aggiunto - in questa estate anomala - danno al danno. E' servito un prelievo idrico eccezionale per spegnerli. La situazione è grave.

Con una mediia di 23,2 gradi (+2,7 rispetto alla media) al nord e le precipitazioni in calo del 51,6% la pianra padana che è il principale distretto agricolo italiano ne ha riportato danni ingenti.

Tutto questo dopo una primavera climatologica che è stata la seconda più calda dal 1800 ad oggi, con un'anomalia di +1,9 gradi e la terza più asciutta con un deficit di quasi il 50%. E come se non bastasse dopo un inverno povero di precipitazioni con temperature superiori di 0,49 gradi alla media di riferimento. E' chiaro che siamo di fronte ad un cambiamento climatico preoccupante.

"Di fronte alla tropicalizzazione del clima se vogliamo continuare a mantenere l’agricoltura di qualità, dobbiamo organizzarci per raccogliere l’acqua nei periodi più piovosi con interventi strutturali che non possono essere più rimandati. Occorrono interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque con le opere infrastrutturali, creando bacini aziendali e utilizzando le ex cave e le casse di espansione dei fiumi per raccogliere acqua" affermano da tempo in Coldiretti.

Caldo e siccità sono un mix esplosivo. Il grande caldo ha ovviamente costretto gli agricoltori ad aumentare le irrigazioni per le loro produzioni. L’Emilia Romagna ha richiesto lo stato di emergenza, ma la situazione non è meno seria in Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria. Al centro sud (Toscana, Lazio, Umbria, Calabria) la situzione di questa estate 2017 è stata gravata da incendi e devastazioni. In Sardegna l'assenza di piogge sta condizionando tutti i settori agricoli, con perdite nella produzione di oltre il 40% . Gravi danni al granaio d'Italia nelle province di Foggia e Bari, dove si riscontra una perdita del 50% della produzione mentre in Sicilia gli invasi a secco anticiperanno le irrigazioni negli  agrumeti.

Una situazione che rende prioritario un iano acqua che metta ordine anche a perdite degli acquedotti e prelievi salvaggi come quelli rinvenuti pochi giornifa nel Lago di Bracciano.

 

 

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