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Anche il bicchiere vuole la sua parte

Piacenza: a Sorgentedelvino LIVE di scena il vino bio

Quale è il bicchiere ideale per il vino naturale?  Il calice Exilles di Rastal, appositamente studiato dall'azienda insieme ad Aspi per il vino naturale e il vino biologico, permette di rendere ottimali i profumi e l’ossigenazione del vino.

Lo ha svelato un’intrigante degustazione tecnica di un Barbera del Monferrato e di un Pigato della Riviera Ligure di Ponente all' 11^ edizione di Sorgentedelvino LIVE, salone annuale delle piccole cantine naturali, alla quale hanno preso parte  150 vignaioli provenienti da 17 regioni italiane e anche da Austria, Croazia, Francia e Slovenia.

Organizzata dall’associazione culturale Echofficine con il sostegno di Rastal e di Nomacorc-Vinventions, la tregiorni ospitata a Piacenza Expo ha accolto 4000 visitatori a cui ha fatto assaggiare vini naturali inscindibilmente legati ai territori in cui nascono di eccellente livello qualitativo. In ogni calice, rosso, bianco, rosato o orange, era racchiuso un viaggio sensoriale attraverso colori e profumi caratteristici, accomunati dal credo in un’agricoltura “biologica, biodinamica e sostenibile”.

Le piccole cantine naturali producono vini che si affidano alla natura, per arrivare dall’uva alla bottiglia con infinite sfumature di sapore e di aromi ottenuti grazie a vinificazioni accurate e rispettose delle peculiarità di ogni annata, vitigno e territorio.

Quest’anno il focus è stato dedicato a Terroir Liguria, un piccolo omaggio a una terra meravigliosa racchiusa tra mare e monti, che ha portato alla scoperta  di una regione unica per la complessità dei suoi territori e con i suoi vigneti eroici abbarbicati sulle pendici a strapiombo sul mare. Micro-produzioni vitivinicole (9) dai Colli di Luni alle Cinque terre fino alla Riviera di Ponente capaci di incantare i palati più esigenti, ma anche prodotti agricoli che hanno portato a Piacenza i sapori inconfondibili dati dal particolare microclima di queste terre.

Molto interessante anche quanto emerso da convegno promosso dalla associazione Vitivinicoltura biodinamica moderna “Il rame in vigna e nel vino: quel che si dice e quel che si tace”, tema particolarmente caldo per il mondo agricolo visto il dibattito in corso in sede europea circa il mantenimento dell'autorizzazione a questa sostanza di fondamentale importanza per la viticoltura italiana che non fa uso della chimica di sintesi.

E' emerso con chiarezza il profondo contrasto esistente tra i dati sulla tossicità del rame elaborati su basi modellistiche, in sede di simulazioni ed estrapolazioni astratte, su cui poggiano allo stato attuale i nuovi limiti imposti da Bruxelles e la minaccia della sua abolizione, e i dati oggettivi ed empirici raccolti tramite analisi pluridecennali svolte in campo, nella pratica del lavoro agricolo, che confutano completamente le attribuzioni di rischio. Sono state poste le premesse per proseguire il lavoro di collaborazione e ricerca in questa direzione, auspicando che il confronto su questa cruciale questione possa proseguire su basi di realtà, verificate e oggettive.

All'incontro di studio, coordinato da Marta Peloso e moderato da Lorenzo Tosi, sono intervenuti esperti enologi e vignaioli ed inoltre  Ettore Capri direttore Osservatorio europeo per l’agricoltura sostenibile dell'Università Cattolica del Sacro Cuore Piacenza, nonchè Enzo Mescalchin responsabile dell’Unità di agricoltura biologica della Fondazione E. Mach di San Michele all’Adige.

L'evento ha certamente contribuito a creare maggiore consapevolezza riguardo le tematiche ambientali in un contesto in cui moria delle api e di altri insetti utili, crisi idrica e cambiamento climatico, richiedono attività di informazione e sensibilizzazione. In autunno se ne riparlerà nel secondo appuntamento con gli Orange Wine al castello di Agazzano sempre in provincia di Piacenza.

www.sorgentedelvino.it.
www.sorgentedelvinolive.org

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