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Terrorismo, no alla paura

Semmai serve più intelligence

E' la logica del terrorismo: creare terrore. Il fole che ha ucciso 50 persone a Christchurch era inzuppati di odio, ma dopo la strage in Nuova Zelanda ecco i proclami di "ritorno" dai canali Telegram filo Isis dove si incita ad attaccare "le chiese" in segno di reciprocità. La risposta migliore? Non perdere la calma. Continuate a credere che una società non violenta sia la strada giusta, perchè è la strada giusta.

"Dobbiamo essere consapevoli che l’obiettivo degli attentati terroristici islamici non è militare ma psicologico. Uccidono per inculcare in ciascuno di noi la paura.  Ma potranno sconfiggerci quando la paura prenderà a tal punto il sopravvento che subiremo le loro atrocità senza reagire. Più che alla nostra morte fisica il terrorismo islamico punta alla nostra morte interiore" afferma nel suo sito Magdi Allam

E spiega perchè è sbagliata l’idea che dovremmo abituarci a convivere con la paura del terrorismo islamico, auto-convincendoci che non avrebbe nulla a che fare con l’islam nella speranza che un giorno prevalga un “islam moderato” che secondo Allam non esiste, perchè l’islam - secondo lui - sarebbe incompatibile con la nostra civiltà. Ma questa è un'altra questione.

L'importante è non cedere alla paura.  Questa è la strada giusta: su quella sbagliata ci stanno solo i violenti.

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